Stasera su RaiPlay, Servillo e Marchioni in un viaggio che scuote l'anima: brividi a ogni scena

Stasera su RaiPlay, potresti regalarti un film che è una vera e propria perla rara: "Il terremoto di Vanja – Alla ricerca di Čechov". Non si tratta di un semplice documentario.

Invece, è un’opera ibrida, potente e viscerale. Il regista e attore Vinicio Marchioni porta lo spettatore in un territorio inesplorato. Qui, la letteratura russa - quella di Čechov appunto - incontra il disastro dell'Italia centrale, infatti il film intreccia il capolavoro teatrale Zio Vanja con il dramma reale dei sopravvissuti ai terremoti che hanno colpito il nostro paese. Il film documenta i luoghi a dieci anni dal sisma de L'Aquila. Tocca poi le zone ferite tre anni dopo la tragedia di Amatrice.

Il filo conduttore di questo racconto è la voce perfetta di Toni Servillo. L’attore campano presta la sua abilità alla figura di Anton Čechov e diventa una sorta di coscienza letteraria. Il progetto nasce dalla Anton Art House, casa di produzione fondata da Marchioni e Milena Mancini. Insieme a loro, il cast d'eccezione che - oltre a Servillo prevede volti amati come Francesco Montanari, Lorenzo Gioielli, Alessandra Costanzo ma anche Nina Torresi e Andrea Caimmi. L'azione si sposta continuamente, passando dal buio della sala teatrale alla luce quasi desaturata dei territori colpiti dal sisma. La candidatura ai Nastri d'Argento 2020 come miglior docufilm conferma il valore dell'opera che è cinema e amore per la propria patria al tempo stesso.

Stasera su RaiPlay
Vinicio Marchioni ne Il terremoto di Vanja – Alla ricerca di Čechov da recuperare stasera su RaiPlau - L'Architetto.it

Stasera su RaiPlay Il terremoto di Vanja – Alla ricerca di Čechov: un miracolo di resilienza

Perché guardare questo film proprio stasera su RaiPlay? La risposta è nella capacità di Marchioni di creare un parallelismo perfetto: in Zio Vanja, i personaggi vivono in una provincia russa stanca e immobile e aspettano qualcosa che non arriva mai. Questa stessa attesa logorante appartiene, in un parallelismo geniale, agli abitanti dei paesi terremotati. Nel docufilm ci sono persone reali, come i membri della famiglia Polci che portano sullo schermo la loro verità. Non recitano, ma interpretato loro stessi.

Vinicio Marchioni con quest'opera ha trasformato il teatro in una specie di rito collettivo. Per lui Čechov è un autore da conoscere in maniera approfondita per capire davvero il nostro presente. Anche il linguaggio scelto è interessante, mettendo insieme momenti di sottile ironia e scene di una commozione totale. Il messaggio finale è un inno alla resistenza delle comunità. Il terremoto distrugge le pietre e tutta la materia fisica, ma l'arte protegge il ricordo di quello che è stato, la memoria.

Non resta che sedersi sul divano e lasciarsi trasportare. Non serve essere esperti di teatro o persone che hanno necessariamente vissuto le esperienze raccontate per amare questo film. Occorre solo un cuore disposto ad ascoltare la bellezza di Čechov e la forza della realtà vi travolgeranno già dai primi minuti. "Il terremoto di Vanja" è disponibile ed è un’occasione imperdibile per vivere un’esperienza che unisce cultura, impegno sociale e grande recitazione.

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