Impennata di visualizzazioni su Netflix: una miniserie italiana conquista il primo posto e supera i successi globali

Su Netflix sta facendo letteralmente il 'boom' una miniserie italiana che è arrivata prima nella classifica del colosso dello streaming. Si è piazzata davanti a serie iconiche del calibro di Stranger Things o Machos Alfa, disponibili da pochi giorni sulla piattaforma. Qual è questo prodotto seriale? Fabrizio Corona: io sono notizia.

Fabrizio Corona: Io sono notizia è una docuserie prodotta da Netflix stessa. I 5 episodi che la compongono raccontano i trent’anni di scalate e tonfi del vecchio “re dei paparazzi”. Utilizzano la sua biografia al fine di mostrare il legame indissolubile fra Italia, gossip e media. Mentre sui social si sta alimentando un acceso dibattito circa l'etica dell’intrattenimento che ridà 'potere' a figure così controverse, la serie continua ad essere fruita da migliaia di persone.

La storia segue Corona da quando era bambino con suo padre Vittorio, giornalista, ma anche direttore di testate quali Moda e King. Si arriva poi alla decisione di 'raggirare il sistema', usando il gossip come affare vero e proprio. Lo si vede mentre muove i primi passi all'interno del mondo dello spettacolo vicino a Lele Mora, creare l’agenzia fotografica Corona’s e mutare scoop e scatti rubati in vere e proprie 'armi mediatiche'. Non manca poi il capitolo Vallettopoli, e quindi le denunce per estorsione e la pena definitiva a più di 13 anni di carcere, che lo rendono tanto il nemico pubblico perfetto quanto l'iconico Corona che conosciamo oggi, in grado di spettacolarizzare qualsiasi cosa. Nella serie non manca la vita privata che comprende le relazioni del protagonista con Nina Moric e Belén Rodriguez, il rapporto con il figlio Carlos, gli arresti domiciliari e l'arrivo di “Falsissimo”, il podcast che ha fatto recentemente esplodere lo scandalo Signorini.

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Fabrizio Corona: io sono notizia

Su Netflix Fabrizio Corona: io sono notizia fa il botto: tutto quello che c'è da sapere

Protagonista indiscusso della narrazione è Fabrizio Corona che - proprio come in Falsissimo - oscilla fra confessione, autoassoluzione e performance. La regia è firmata da Massimo Cappello, che è anche sceneggiatore con Marzia Maniscalco. Come anticipato, non mancano altre figure che orbitano intorno al protagonista come l'ex moglie Nina Moric, che lo chiama più volte “pagliaccio”, ricordando anche momenti dolorosi come l’aborto voluto dal re dei paparazzi prima della nascita di Carlos. Immancabili anche Lele Mora, i giornalisti Marianna Aprile e Marco Travaglio, paparazzi, ex volti dello spettacolo alla 'Costantino Vitagliano' – che ben rappresentano il gossip italiano anni '90 e 2000.​

Gli episodi possono sembrare una fiction a primo impatto – grazie al ritmo, al montaggio e alle musiche – ma sono ancorati alla storia vera. Una scelta voluta che gioca - ancora una volta con l'ambiguità di Corona. Dal 9 gennaio, in soli tre giorni, la serie sta facendo letteralmente il 'botto'. È un esperimento interessante anche alla luce del fatto che non fa vedere solo il bello del suo protagonista, ma anche lati oscuri, abusi e ossessioni. Lo spettatore, dunque, può scegliere liberamente da che parte stare. E questo, al giorno d'oggi, è un privilegio.

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