Stasera su Netflix, dato che la piattaforma lo ha reso disponibile da qualche giorno, si potrebbe recuperare “Toro scatenato” (“Raging Bull”, 1980). Si tratta del biopic in bianco e nero con il quale Martin Scorsese ha trasformato l'esistenza del campione di pugilato Jake LaMotta in una storia di autodistruzione, colpa, ma soprattutto impossibilità di redenzione, immortalata perfettamente dall’interpretazione premio Oscar di uno straordinario Robert De Niro. Attualmente è ancora considerato uno dei pilastri del cinema americano, il che sembra assurdo per la debole accoglienza che ricevette all'epoca dell'uscita al botteghino.
La storia di Toro scatenato racconta l’ascesa e la caduta del pugile italoamericano di nome Jake LaMotta fra gli anni ’40 e i ’60: un talento pazzesco sul ring, incapace tuttavia di controllare paranoia, ira e pulsioni autodistruttive nell'ambito della propria vita privata. A fargli da manager e mediatore con i malavitosi è il fratello Joey, mentre lui si innamora della giovane Vickie. Tuttavia il rapporto viene rovinato da gelosia e violenza domestica in grado - purtroppo - di contaminare anche la sua carriera. Al fine di ottenere un'importante chance a livello mondiale deve legarsi inevitabilmente alla mafia e addirittura “buttare” un match, mortificazione che segna una rottura definitiva fra immagine pubblica e caduta interiore. Successivamente lo si ritrova grasso, fallito proprietario di un locale notturno e poi comico di stand up, solo con i suoi rimpianti, mentre prova in maniera patetica a rimettere assieme i frammenti della propria vita.

Stasera su Netflix recupera Toro scatenato: un imperdibile Robert De Niro da Oscar
Il primo gennaio è un giorno fragile: le feste finiscono e resta il silenzio. Così, proprio qui, Toro scatenato può il suo spazio naturale. Stasera su Netflix non arriva un comfort movie, ma un film che non consola e uno dei vertici del cinema americano moderno. Martin Scorsese lo gira tutto in bianco e nero non per estetica ma per togliere ogni appiglio emotivo allo spettatore. Robert De Niro regala na delle interpretazioni più estreme della storia del cinema con allenamenti durissimi, trasformazione fisica radicale e poi trenta chili in più per raccontare la decadenza. Nel 1981 vince - meritatamente - l’Oscar come Miglior attore protagonista.
Accanto a De Niro c’è Joe Pesci, nel ruolo di Joey LaMotta mentre Cathy Moriarty interpreta Vickie. Nel cast compare anche Frank Vincent, legato agli ambienti mafiosi che controllano la carriera del pugile. Dietro la macchina da presa lavorano nomi fondamentali: Michael Chapman alla fotografia e Thelma Schoonmaker al montaggio, premiata con l’Oscar. Il risultato è un film che non assomiglia a nulla di precedente e che ancora oggi resta inimitabile. Quando uscì, Toro scatenato incassò poco perché era considerato difficile, troppo violento, cupo e vero. Ma con il tempo è stato rivalutato e nel 1990 è entrato nel National Film Registry della Library of Congress, un riconoscimento culturale, storico ed estetico.
Toro scatenato non promette rinascita, ma acconta il prezzo della violenza interiorizzata e il vuoto che resta quando il successo non basta. Nel tempo ha influenzato tutto: dal modo di filmare lo sport al racconto dell’anti-eroe, passando per rappresentazione della mascolinità tossica. È stato messo a confronto con Rocky, ma è l’esatto opposto: dove uno cerca riscatto, l’altro mostra condanna. Insomma, stasera su Netflix non guardi un film facile, ma un film che ti chiede attenzione e coraggio. Forse è proprio questo il modo giusto di iniziare l’anno, non con promesse, ma con uno sguardo onesto.
