Altro che Stranger Things! Inizia l'anno con questa miniserie Netflix: la bruci in pochissimo e non ti stacchi più

Da quando è ufficialmente uscito il finale di stagione di Stranger Things 5  - non si parla d'altro: eppure c'è un'altra serie Netflix da recuperare a inizio anno. Si brucia in pochissimo e merita una visione. Il titolo? Baby Reindeer.

Creata, scritta e recitata dal comico scozzese Richard Gadd, la storia di Baby Reindeer racconta in maniera romanzata la propria vita reale, caratterizzata da un fenomeno di stalking (e dal conseguente trauma). La miniserie è diventata uno dei fenomeni della televisione più discussi e amati degli ultimi anni. Unisce infatti dramma psicologico, autobiografia ed elementi 'gialli', con un grosso impatto nel dibattito circa la salute mentale, il consenso e la vittimizzazione maschile.

La storia è questa: Donny Dunn vuole fare il comico, ma lavora come barista all'interno di un pub a Londra. Intanto cerca di sfondare facendo stand-up comedy, tuttavia vive frustrato, precario e molto insicuro. Una sera - durante il turno al locale - offre un tè a Martha, una donna all'apparenza fragile e sola. Tuttavia, quel singolo gesto di gentilezza genera un'ossessione della signora che inizia a presentarsi quotidianamente al pub, a mandargli mail e messaggi e a seguirlo nella vita personale come una vera stalker. Donny denuncia, ma la polizia non gli crede, soprattutto perché uomo e attore, e intanto vengono fuori traumi pregressi - altri abusi sessuali - che complicano anche la storia con Teri, la terapeuta che ha conosciuto sul web.

Netflix
Baby Reindeer, su Netflix

Miniserie Netflix da recuperare subito: perché vedere Baby Reindeer

Ci sono serie che accompagnano le feste e poi ce ne sono altre che ti obbligano a guardarti dentro: Baby Reindeer, miniserie Netflix del 2024, appartiene senza esitazioni alla seconda categoria perché non rilassa, non consola e non fa compagnia mentre sistemi casa. Ti prende, stringe e non ti lascia più. Altro che cult natalizi, altro che comfort show! Questa è una serie da guardare quando l’anno cambia e le difese si abbassano.

Oltre al protagonista Richard Gadd, nel cast spicca Jessica Gunning, straordinaria nel ruolo di Martha, una stalker mai caricaturale, ma fragile, ossessiva e minacciosa. Accanto a lei, Nava Mau interpreta Teri, terapeuta transgender americana con cui Donny intreccia una relazione complessa. Tom Goodman-Hill è invece Darrien, sceneggiatore televisivo e figura di potere che incarna un altro tipo di abuso. E ancora, tra i comprimari troviamo Nina Sosanya, Michael Wildman, Danny Kirrane e Shalom Brune-Franklin.

Baby Reindeer nasce come spettacolo teatrale autobiografico, portato da Richard Gadd al Fringe Festival di Edimburgo: Netflix lo ha trasformato in una miniserie, ma ne ha preservato l’anima confessionale, sporca e vulnerabile. Il titolo deriva dal soprannome con cui Martha chiama Donny: “Baby Reindeer”, piccola renna. La storia si ispira a un’esperienza reale durata circa quattro anni con Gadd che ha ovviamente modificato dettagli e identità, ma ha lasciato autentico tutto il dolore. Nel 2024 la serie ha dominato le classifiche Netflix ed è rimasta per settimane tra i titoli più visti e agli Emmy Awards 2024 ha vinto quattro premi principali, inclusi Miglior miniserie e Miglior attore protagonista. Forse si brucia in pochissimo, ma non finisce quando scorrono i titoli di coda.

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