Ieri in onda in prima serata su Rai 1, Sarà Sanremo direttamente dal Teatro del Casinò di Sanremo. Si è trattato dell'evento che ha decretato i due finalisti di Sanremo Giovani che saliranno sul palco dell'Ariston a febbraio, durante la settimana del Festival (insieme ai due provenienti da Area Sanremo), ma anche del momento in cui i 'big' hanno sfilato presentando a Carlo Conti un piccolo assaggio della loro canzone in gara alla 76esima edizione della kermesse (titolo e tematica del brano). Com'è andato lo show? Ecco alcune riflessioni su top e flop della serata.
I sei finalisti di Sarà Sanremo sono stati Antonia, Welo, Nicolò Filippucci, Angelica Bove, Senza Cri e Seltsam. Proprio loro sono stati scelti nelle puntate precedenti di quello che è diventato a tutti gli effetti un talent, Sanremo Giovani, presentato da Gianluca Gazzoli. Così i giovani sono approdati alla finalissima ieri su Rai 1. In seguito ai voti della giuria musicale ad averla spuntata sono stati Angelica Bove e Nicolò Filippucci, dopo un momento molto tenero con Senza Cri (i due sono amici, avendo condiviso - insieme anche ad Antonia - una lunga esperienza durante la scorsa edizione di Amici di Maria De Filippi). Fatte queste premesse cosa ha funzionato e cosa no nella serata?
Sarà Sanremo, qualcosa non ha funzionato e qualcosa sì: momenti buoni e meno buoni della serata-evento su Rai 1
Settembre è stato uno dei casi più emblematici di come vincere Sanremo Giovani non dia accesso immediato a Sanremo big. E questo potrebbe essere considerato il primo 'flop' della serata. La sua ospitata in cui ha cantato Vertebre è stata impeccabile - e divertente anche il siparietto con la giacca insieme a Carlo Conti. Eppure, la sensazione per molti spettatori è stata quella di vedere un ragazzo a cui è stata tolta la possibilità di gareggiare quest'anno insieme ai grandi. La sua presenza sembrava rispondere più alla necessità di mettere una 'pezza', piuttosto che a una volontà precisa di dargli il risalto che avrebbe meritato. In un programma che parlava continuamente di futuro, Settembre è rimasto inchiodato al passato.

E qui veniamo al secondo motivo che potrebbe aver fatto storcere il naso a qualcuno. In una serata che avrebbe dovuto celebrare i giovani, i giovani sono sembrati comparse rispetto ai big. La passerella dei 30 Big di Sanremo 2026 è stata il momento più riconoscibile dello show con i titoli dei brani e i mini-racconti. Insomma, Sarà Sanremo ha trovato la sua identità da prologo del Festival. Funziona, soprattutto, per il pubblico già dentro al mondo sanremese, tuttavia il rischio è evidente: la quantità di informazioni - per quanto la conduzione di Conti sia veloce, rallenta il ritmo e trasforma alcuni blocchi in una conferenza stampa mascherata da show.
Eppure, proprio grazie a questa mini-conferenza stampa, qualcuno ha potuto trovare spazio al di là del nome di suo padre che pesa come un fardello, Tredici Pietro, il figlio di Gianni Morandi. Già sentendolo parlare del suo brano in gara al prossimo Sanremo, Uomo che cade, ci si è resi conto di un 'sapore' diverso rispetto a quello che molti si aspetterebbero dopo la sua Che gusto c'è, realizzata insieme a Fabri Fibra. Sarà lui la vera sorpresa dell'Ariston? Non resta che attendere. Intanto, rientra tra i top della serata, insieme alla gara tra i giovani e alla ribalta di Nicolò Filippucci che sembra essersi preso la rivincita dopo la mancata finale di Amici di Maria De Filippi.
