Il Commissario Ricciardi 3, qualcosa non convince nella fiction Rai con Lino Guanciale: perché il pubblico protesta nonostante il successo

Il Commissario Ricciardi 3, fiction Rai con Lino Guanciale e un'altra schiera di talenti (da Antonio Milo a Enrico Ianniello, passando per Serena Iansiti, Maria Vera Ratti e Adriano Falivene), riesce sempre a conquistare il cuore del pubblico, tanto che gli ascolti risultano essere sempre premianti. Il merito è indubbiamente dei protagonisti, ma anche della scrittura magistrale di Maurizio De Giovanni. Tuttavia, nonostante ciò, c'è un problema difficile da ignorare. E purtroppo non riguarda solo questo prodotto seriale, ma tutti quelli propinati dalla televisione di Stato nell'ultimo periodo. Ma di cosa si tratta?

Un dettaglio che torna puntuale a ogni puntata. Qualcosa che rende la visione più faticosa, anche per chi non perderebbe mai un episodio: la prima serata che non comincia più in prima serata. Sotto il profilo ufficiale della Rai, i commenti si susseguono tutti uguali: «Il programma è bellissimo, peccato che inizi così tardi. Il gioco dei pacchi parte alle 20:50, e a quell’ora la ruota della fortuna è già a metà», «A titolo informativo… quando le serie inizieranno a un orario decente?», «Qualche settimana fa qualcuno della Rai aveva promesso che le fiction sarebbero iniziate prima. Ci prendono in giro».

Il Commissario Riccardi
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Il malcontento non riguarda la qualità della serie, anzi. Più il pubblico la ama, più vorrebbe goderla senza l’effetto-sonno che arriva puntuale dopo le 21:40. C'è chi scrive: «Non è possibile che inizi praticamente alle dieci. La gente lavora. Bisogna fare qualcosa». Insomma, chi segue Lino Guanciale da anni lo dice apertamente: Ricciardi merita un orario che gli renda giustizia.

Il Commissario Ricciardi 3: il pubblico vuole un orario umano, basta ritardi alla prima serata Rai!

La puntata del 17 novembre, intitolata I vivi e i morti, ha mostrato già tutto il potenziale della stagione. La morte del farmacista e la benda nera sugli occhi hanno fatto intuire subito che qualcosa stava cambiando. Un secondo omicidio identico ha confermato la pista più temuta: Napoli è di fronte a un assassino seriale. Ricciardi e Maione attraversano la città con una tensione che cresce a ogni scena con il regime fascista, sullo sfondo, che amplifica la sensazione di oppressione. Anche la vita privata del commissario si fa più fragile. Ricciardi sente finalmente la spinta a confidare a Enrica il suo segreto più cupo. Il dono, o la condanna, che lo perseguita da sempre. L’incontro con il padre di lei ha fatto crollare un muro che sembrava eterno. Insomma, la puntata è stata intensa e piena di pathos. Un episodio che merita attenzione totale. Ma questo è proprio il punto che ha fatto esplodere i social: come si può seguirlo al meglio se inizia quasi alle dieci?

 

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Uno dei commenti pubblicati sotto il post Rai lo dice con una semplicità disarmante: «Sarebbe bello vedere il film alle 20:30 e poi tutto il resto. Invece dobbiamo aspettare». Un altro, ancora più diretto: «Bisogna fare qualcosa. Mettiamoci d’accordo e agitiamo le acque». Il disagio non riguarda solo la comodità. Una fiction come Ricciardi chiede attenzione, non resistenza. Il pubblico lo ripete ogni settimana, con insistenza crescente. E allora la domanda finale sorge spontanea: la Rai ascolterà davvero questa volta? Perché Il Commissario Ricciardi 3 merita una prima serata vera. E chi lo ama, anche.

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