Router, cavi e scatole a vista sulla BILLY di IKEA, due ante sui vani bassi e il soggiorno torna ordinato

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Lorenzo Ricci De Angelis è l'editore de L'Architetto e ne coordina la linea editoriale. Segue da anni i temi dell'abitare e del progetto: architettura contemporanea e storica, case e interni, design e trasformazione delle città. Coordina la linea editoriale della testata e il lavoro della redazione.

Una libreria a giorno parte sempre con le migliori intenzioni: libri allineati, una cornice, forse una pianta. Dopo due anni ci sono le scatole dei cavi, i quaderni, il router con il suo groviglio, i giochi che non hanno una casa. Tutto in bella vista, tutto sempre lì.

E poi c’è la polvere. Ogni ripiano aperto è una superficie orizzontale che va svuotata e ripassata una per una, e chiunque abbia una IKEA BILLY in soggiorno o in corridoio sa quanto tempo porta via. Il mobile funziona, il contenuto no.

La soluzione vista qui non passa dal comprare un mobile nuovo: la libreria resta quella, montata e al suo posto, e le vengono aggiunti dei fronti che chiudono i vani bassi. Il disordine sparisce dietro un pannello, la polvere si ferma fuori, e se un giorno cambi idea bastano quattro viti per tornare al punto di partenza.

Chiusa in basso, aperta in alto: la scelta che decide tutto

Il vano alto lasciato libero è quello che salva l’aspetto: senza, il mobile leggerebbe come un armadietto di servizio.

A mobile finito si legge subito la decisione più importante: non sono state chiuse tutte le campate. I due vani bassi hanno un fronte pieno nella stessa finitura noce del mobile, il vano alto resta a giorno. È questo squilibrio che salva il risultato.

Chi chiude tutto ottiene un armadio triste e cieco; chi non chiude niente resta con un magazzino a vista. La regola pratica che si vede applicata qui è semplice: si chiude in basso, dove finiscono le cose pesanti, brutte e poco frequenti, e si lascia aperto all’altezza degli occhi, dove stanno i libri e le poche cose che vale la pena guardare.

Una cosa non negoziabile prima di iniziare: il fissaggio a parete. Aggiungere ante, per di più apribili in avanti, sposta peso verso il fronte e allunga il braccio di leva in caso di ribaltamento. Le norme sui mobili contenitori domestici chiedono stabilità anche con anta aperta e caricata: la staffa antiribaltamento in dotazione va usata, non lasciata nel sacchetto.

Il ripiano che diventa anta: dove tengono davvero le viti

Da aperta la ribalta diventa un piccolo piano per compiti e lavoretti, ma va scaricata prima di richiuderla.

Con il fronte aperto si capisce come è fatto: sembra un ripiano supplementare della stessa serie, incernierato in basso, che si ribalta in avanti come uno sportello da cucina. Le cerniere visibili sul bordo interno sono del tipo a scatto per ribalte, quelle che si trovano nel reparto cucine, e il fronte resta probabilmente chiuso con dei magneti, visto che non ci sono né maniglie né pomelli.

La parte tecnica che conta: sul truciolare rivestito da 14-16 mm le viti tengono molto meglio se avvitate in faccia che nello spessore del bordo. Quindi le cerniere vanno fissate sulla superficie interna del fianco o del ripiano, mai sul cantonale, con viti a filetto grosso e lunghezza tale da non forare il rivestimento esterno. Un preforo di diametro ridotto evita di sfarinare il pannello, e una piastrina di rinforzo dietro la cerniera distribuisce il carico.

Tre accorgimenti per copiare bene l’intervento:

  • lascia 3-4 mm di gioco fra un’anta e l’altra: è la fessura scura che si vede in foto e serve alla rotazione, altrimenti i fronti si toccano e si scheggiano;
  • se il mobile è appoggiato a un muro storto, recupera i millimetri con spessori sotto il piede e regola l’altezza della cerniera, non forzare l’anta;
  • aggiungi un compasso o un fermo laterale su entrambi i lati: la ribalta aperta è un piano d’appoggio per pochi etti, non un tavolo, e con i bambini in casa il rischio è che ci si sieda sopra.

Per una BILLY vecchia, fuori dalle misure attuali, valgono le stesse regole con un pannello tagliato su misura in bricocentro nella finitura più vicina.

Cosa puoi fare stasera sulla tua libreria

Prendi un metro e misura la luce interna della campata che ti dà più fastidio, in alto e in basso: se i due valori differiscono di più di 2 mm il mobile non è a piombo e dovrai giocare sugli spessori. Poi decidi quali vani chiudere: parti da quelli sotto il metro di altezza, sono quelli che raccolgono il disordine peggiore.

Verifica che la libreria sia ancorata al muro prima di aggiungere qualsiasi peso sul fronte. Se non lo è, quella è la prima vite da mettere, non l’ultima.

Infine, prova a vuoto: appoggia un cartone delle stesse dimensioni davanti al vano e guardalo per un paio di giorni. Se la stanza ti sembra più ordinata, procedi; se ti sembra più chiusa, sposta il fronte su un’altra campata. È un intervento reversibile, e questo è il suo vantaggio più grande.

Fonti

Tag:Libreria

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