Arredare casa in autunno partendo dalla finestra: il soggiorno che prende i colori dagli alberi

Editore

Lorenzo Ricci De Angelis è l'editore de L'Architetto e ne coordina la linea editoriale. Segue da anni i temi dell'abitare e del progetto: architettura contemporanea e storica, case e interni, design e trasformazione delle città. Coordina la linea editoriale della testata e il lavoro della redazione.

È pomeriggio tardi e il sole entra di sbieco. Disegna una lama dorata sulla parete color crema e si ferma su un divano rosa cipria in velluto a coste, così morbido che sembra gonfiato. Dietro i vetri delle due finestre a ghigliottina le chiome degli alberi sono diventate giallo ocra. Dentro, le cornici in legno chiaro lavorato riprendono quel tono quasi alla perfezione. Sul tavolino rotondo ci sono piccole cocotte in ghisa smaltata rosso, arancio e azzurro e una pila di contenitori lilla a forma di fiore. Un gatto bianco a pelo lungo sonnecchia su un modulo del divano. In questa stanza non c’è una zucca, non c’è una foglia finta, nessuna ghirlanda. Eppure è chiaramente autunno.

Questo soggiorno eclettico, ricavato in un appartamento d’epoca con soffitti alti e modanature, mostra bene un metodo per arredare casa in autunno senza addobbi a tema. Si guarda fuori, si ripetono dentro i colori che si vedono e si sceglie una base che regga tutto l’anno. Vediamo le soluzioni una per una.

La palette si legge alla finestra

Il punto di partenza è la vista. Le finestre inquadrano alberi in pieno viraggio: giallo, ocra, qualche nota ramata. Dentro, la stessa famiglia cromatica torna nel legno delle cornici, con rosette agli angoli e scuri interni a pannelli, probabilmente originali dell’edificio. Torna poi nel parquet a spina di pesce color miele, nelle macchie marroni del tappeto in pelle bovina e nel piano del tavolino. Le pareti restano neutre, un bianco caldo, e fanno da sfondo sia alla luce naturale sia ai colori degli oggetti.

Funziona perché la finestra diventa il quadro più importante della stanza. La ricerca sulla vista dall’abitazione dice che anche brevi sguardi verso la natura, ripetuti più volte durante la giornata, offrono piccoli momenti di recupero dall’affaticamento mentale. Una rassegna recente sugli effetti delle viste dalla finestra conferma che i panorami con elementi naturali sono associati a più benessere e soddisfazione abitativa. Riprendere dentro i colori di fuori rafforza questo legame invece di mettersi in competizione con la vista.

Come replicarlo. A ottobre fotografate la vista dalla finestra del soggiorno e scegliete tre colori dominanti: per esempio ocra, ruggine e un verde spento. Senza spendere nulla, spostate verso la finestra gli oggetti di casa che hanno già quei toni. Con un budget medio cambiate le fodere dei cuscini o aggiungete un plaid in lana in uno dei tre colori. Se state rinnovando, scegliete pavimenti, cornici o mensole in legno di tono caldo, che dialogano con la stagione fredda senza stancare d’estate. Se la vostra finestra dà su un cortile grigio, prendete la palette dalle piante sul davanzale o da un albero che vedete lungo il tragitto verso casa.

Il divano: un pezzo di carattere che fa da centro alla stanza

Il protagonista è il divano modulare: tre sedute angolari basse in velluto a coste rosa pesca disposte a L, più un pouf della stessa linea davanti al tavolino. Le forme trapuntate e senza struttura rigida ricordano la celebre seduta in sola gommapiuma disegnata da Michel Ducaroy nei primi anni Settanta. Il rosa caldo, illuminato dal sole radente, vira verso il corallo e si accorda con i legni e con il fogliame esterno. Il velluto a coste aggiunge la componente tattile tipica della stagione: la mano sente la trama, l’occhio vede le ombre tra le coste.

Il colore non è casuale. Gli studi sul colore negli interni indicano che per il soggiorno, spazio di relax e convivialità, le tinte calde contribuiscono a un’atmosfera percepita come accogliente. Un rosa polveroso ha il vantaggio di restare caldo senza essere aggressivo come un rosso pieno, e regge da ottobre ad agosto.

Una seduta così va però scelta pensando a come la si usa. È bassa e avvolgente: per sdraiarsi di lato è comodissima, perché le curve tra un modulo e l’altro accolgono i fianchi e sostengono la schiena. Per stare seduti dritti a leggere, invece, serve un cuscino a rullo dietro la zona lombare, specie se non si è molto alti. Prima di comprare, provate in negozio entrambe le posizioni, quella da pisolino e quella da lettura.

Alternative a budget diversi. Con poco: una fodera in velluto a coste su un divano esistente, oppure due grandi cuscini da pavimento rivestiti in un tessuto simile. Con un budget medio: un divano modulare in gommapiuma con rivestimento sfoderabile, che permette di riorganizzare i moduli a seconda della stagione. Investimento alto: un originale d’epoca rifoderato o un modello di design in edizione corrente. In ogni caso scegliete un colore che stia bene con il pavimento e con la vista, non con la tendenza del momento: è il pezzo che resta tutto l’anno.

Ghisa smaltata e ceramiche a vista come decorazione d’uso

Sul tavolino rotondo in legno, con il piano spesso e la base a colonna, non ci sono oggetti decorativi fini a se stessi. Ci sono mini cocotte in ghisa smaltata rosso e arancio su un piattino blu, un barattolino azzurro e una pila di contenitori impilabili lilla a forma di fiore. Vengono usati davvero: uno contiene il sale per quando si mangia sul tavolino, un altro raccoglie le piccole cose che altrimenti finirebbero sparse.

È un modo intelligente di portare il colore dove serve. Lo smalto lucido cattura la luce radente e ripete in piccolo il rosso-arancio dell’autunno. Il peso della ghisa ha poi un vantaggio pratico in una casa con gatti: un contenitore pesante è molto più difficile da far cadere con una zampata rispetto a un vasetto di vetro.

Come replicarlo. Guardate nei pensili di cucina: casseruole smaltate, ciotole in gres, barattoli colorati possono uscire e diventare svuotatasche, porta-noci o contenitori per il telecomando. Con poco si trovano ceramiche smaltate nei mercatini e nelle cooperative artigiane della ceramica italiana, da Deruta a Caltagirone a Vietri. Se volete investire, un pezzo in ghisa smaltata dura decenni e passa senza problemi dal fornello al tavolino. Un’avvertenza: raggruppate gli oggetti su un vassoio o un piattino, come qui, così il tavolino si libera in un gesto quando serve.

Pavimento e tessili: superfici calde sotto i piedi

A terra si sovrappongono due materiali naturali: il parquet a spina color miele e un tappeto in pelle bovina pezzata marrone e bianco. La forma irregolare del tappeto ammorbidisce la geometria rigida della L e definisce l’isola del divano senza chiuderla. Il marrone delle macchie è lo stesso del legno delle cornici e delle foglie che cadono fuori.

Arredare casa in autunno partendo dalla finestra: il soggiorno che prende i colori dagli alberi

Chi preferisce evitare la pelle trova facilmente alternative: un tappeto in lana a pelo corto in tono cammello, un kilim in ruggine e ocra oppure, con un budget contenuto, un tappeto in juta o fibre vegetali. Il principio resta lo stesso: in autunno il pavimento si veste e diventa più caldo da guardare e da toccare. Sul divano basta un plaid in lana o mohair piegato su un bracciolo, in un tono preso dalla palette della finestra.

Piante e oggetti appesi: verticalità e un pizzico di ironia

Le piante sono usate in altezza. Una pianta ricadente pende in un vaso rosso agganciato alla cornice della finestra di sinistra. Nella finestra centrale un portavaso in macramè sospende un’altra piccola pianta davanti al vetro, in controluce. In primo piano una monstera allarga le foglie verso il divano e a terra un’altra pianta sta in un vaso di terracotta smaltata rossa. Il verde non ruba spazio al pavimento e incornicia le finestre.

Le revisioni sistematiche sugli effetti delle piante d’interno trovano associazioni con il benessere psicologico e con alcune funzioni fisiologiche e cognitive. Gli stessi autori sottolineano però che le prove vanno ancora consolidate. Meglio allora considerarle un piacere quotidiano più che una terapia: scegliete specie adatte alla luce della vostra stanza e appendetele se lo spazio a terra è poco.

Sulle pareti, l’eclettismo è dichiarato. Da un lato c’è un’insegna luminosa a tubo con un gatto in cappello da cowboy, dall’altro una composizione di stelle in filo colorato intrecciato su bastoncini, ispirate agli ojos de dios messicani, in fucsia, verde, blu e arancio. Sono pezzi personali e indipendenti dalla stagione. Proprio per questo non stancano e non vanno riposti a marzo.

La luce: sole radente di giorno, toni caldi la sera

Di giorno lavora la luce naturale, che in autunno arriva più bassa ed entra in profondità nella stanza, come si vede dalla lama di sole sulla parete. La sera la luce viene dall’alto, da un ventilatore a soffitto con tre diffusori in vetro ambrato, affiancato da una lampada con sfere bianche vicino alla finestra.

Uno studio sul rapporto tra colore delle pareti e temperatura della luce ha osservato che la luce bianca fredda riduce la percezione di calore dei colori, mentre la combinazione di pareti bianche e luce calda ha effetti più favorevoli sulla percezione visiva e sull’umore. In una stanza come questa, con pareti chiare e una palette calda, lampadine attorno ai 2700 K esaltano il rosa del divano e il legno invece di appiattirli. Il consiglio pratico: preferite più punti luce bassi a una sola sorgente dal soffitto e sostituite le lampadine fredde con modelli caldi, magari dimmerabili.

Prima di aggiungere, togliere: lo sgombero di fine estate

Un divano così ingombrante funziona solo perché intorno c’è aria. A terra non ci sono tavolini di servizio, il tavolino centrale è uno solo, le pareti hanno pochi pezzi. L’arrivo di un pezzo importante è l’occasione per spostare il punto focale: qui la composizione converge sull’angolo tra le due finestre, dove il divano disegna la L.

Il metodo per il cambio di stagione è semplice. A fine settembre si svuota il soggiorno di tutto ciò che appartiene all’estate: teli leggeri, cesti da spiaggia, vasi di fiori secchi ormai polverosi. Si decide quale sarà il punto focale per i mesi freddi, di solito la finestra o la seduta principale. Solo dopo si aggiungono tessili e oggetti. Se il nuovo pezzo non ci sta, va tolto qualcos’altro, non aggiunto un tavolino in più.

Cosa resta e cosa ruota: la lista per ottobre e marzo

Resta tutto l’anno:

  • il divano, in un colore caldo ma polveroso che non stanca;
  • pavimento, legni e pareti neutre;
  • piante, oggetti personali, opere e insegne che raccontano chi abita la casa;
  • i contenitori d’uso sul tavolino, eventualmente ricombinati.

Entra a ottobre, esce a marzo:

  • plaid in lana e fodere di cuscini in velluto o bouclé nei tre colori presi dalla finestra;
  • il tappeto più spesso o più caldo al posto di quello in fibra leggera;
  • ceramiche smaltate dai toni ruggine, rosso e ocra portate dalla cucina al soggiorno;
  • lampadine e luci d’accento più calde, con più punti luce bassi accesi la sera.

A marzo si rifà la stessa operazione al contrario: si guarda fuori, si legge la nuova palette, si alleggerisce.

I principi da portare in qualunque casa

Questo soggiorno insegna che per arredare casa in autunno non servono decorazioni a tema. Bastano quattro mosse reversibili. La palette si prende dalla finestra e non dal reparto stagionale. Si investe in una seduta di carattere, scelta per come la si usa davvero. Gli oggetti d’uso più belli diventano decorazione. La sera si accende una luce calda. E soprattutto, prima di aggiungere si toglie, perché l’autunno in casa si vede meglio quando c’è spazio per la luce bassa che entra dalla finestra.

Fonti

Tag:Soggiorno

Lascia un commento