Milly Carlucci continua a giocare la carta del nome forte per blindare il sabato sera di Rai 1. E quando dici Alessandro Del Piero, dici un uomo che in Italia muove trasversalmente affetto, curiosità e share. La mossa è chiara: Canzonissima ha bisogno di carburante ad alto ottanaggio, e il capitano della Juventus più amato di sempre è esattamente quel tipo di carburante. Una necessità che i numeri rendono evidente: dopo un esordio da 2.582.000 spettatori e il 22,50% di share, la seconda puntata è scesa a 2.135.000 (19,39%) e la terza ha toccato il 17,40% con 2.210.000 spettatori. Una curva discendente che spiega, più di qualunque dichiarazione ufficiale, il bisogno di alzare il tiro sugli ospiti.
Del Piero, il jolly totale del sabato sera
Non un'apparizione lampo, non il solito passaggio da dieci minuti con applauso e uscita. Alessandro Del Piero sarà ospite di Canzonissima per l'intera serata di sabato 12 aprile, dalle 21:20 su Rai 1. Una presenza prolungata che racconta due cose: la prima, che Carlucci si fida ciecamente del potenziale televisivo dell'ex numero 10; la seconda, che il format ha bisogno di ancore carismatiche per reggere la durata di una prima serata lunga.

Del Piero in televisione funziona sempre. Ha garbo, ironia naturale, una capacità rara di stare davanti alla telecamera senza sembrare né impacciato né costruito. È il classico ospite che alza il livello percepito di qualunque contenitore, anche quando non fa nulla di particolarmente memorabile. La sua sola presenza comunica un messaggio preciso al pubblico: "Questa serata conta".
Guaccero e Preziosi: il doppio innesto strategico
Accanto a Del Piero, Milly Carlucci schiera anche Bianca Guaccero e Alessandro Preziosi, entrambi chiamati a portare le loro "Canzonissime". Guaccero arriva con il vento in poppa della vittoria a Ballando con le Stelle, un capitale di popolarità che Rai 1 sta spremendo con metodo certosino. Preziosi, invece, rappresenta la quota attoriale, il volto da fiction che garantisce copertura su un target diverso.

È la logica del cast composito: lo sportivo iconico, la showgirl del momento, l'attore di peso. Tre profili che pescano in bacini di pubblico differenti, con l'obiettivo di tenere incollati allo schermo quanti più spettatori possibile. Carlucci conosce questa grammatica meglio di chiunque altro in Rai, e la applica con precisione quasi chirurgica. D'altra parte, nelle puntate precedenti lo show ha già regalato momenti di valore: tra le esibizioni più apprezzate si segnalano "Il mio canto libero" portata da Fabrizio Moro e una intensa "Caruso" interpretata dal tenore Vittorio Grigòlo, a conferma che quando il materiale umano è all'altezza, il format riesce a trovare la sua dimensione.
Canzonissima cerca la sua identità tra nostalgia e spettacolo
Il vero tema, però, resta uno: Canzonissima è un format che vive o muore sulla forza dei suoi ospiti. A differenza di Ballando, dove il meccanismo competitivo si autoalimenta settimana dopo settimana, qui ogni puntata deve reinventarsi attraverso i nomi che mette in campo. È una strategia costosa in termini di booking e fragile per definizione: basta una serata con ospiti meno magnetici e il castello traballa. Non mancano del resto le critiche di chi ritiene che questa Canzonissima moderna tradisca lo spirito dell'originale storica — un programma che segnò un'epoca della televisione italiana — e che l'operazione nostalgia non basti a giustificare un contenitore che fatica a trovare una propria identità autonoma. Secondo quanto trapela, non tutti gli artisti avrebbero accolto con entusiasmo l'invito: già il caso Cocciante aveva evidenziato qualche cortocircuito tra annunci e realtà, e Massimo Ranieri, ad esempio, avrebbe declinato la partecipazione, un segnale che tra gli addetti ai lavori la fiducia nel progetto non è unanime.

Sabato sera, almeno sulla carta, il castello è solido. Del Piero per tutta la serata è una garanzia di attenzione, Guaccero e Preziosi completano un trittico che ha senso. Ma Carlucci sa bene che in televisione le carte vincenti vanno giocate al momento giusto. E se le stai giocando tutte adesso, con una curva di ascolti che puntata dopo puntata ha perso oltre cinque punti di share, viene da chiedersi cosa resterà nel mazzo per le prossime puntate — anche considerando la carta a sorpresa giocata da Maria De Filippi nella sfida del sabato sera. Tra il pubblico prevale la sensazione che il format sia ancora in cerca di una formula convincente, sospeso tra la celebrazione del passato e le esigenze di uno spettacolo contemporaneo. Il rischio, non troppo velato, è che senza un'evoluzione strutturale anche i nomi più forti finiscano per essere cerotti su una ferita che richiede punti di sutura.




