Mercoledì, Jenna Ortega teme di restare prigioniera del suo personaggio: "Difficile liberarsi da quell'immagine"

Può il successo diventare una gabbia? In alcuni casi, purtroppo, sì. O perlomeno quella è la percezione che hanno molti attori che sono rimasti profondamente agganciati al ruolo interpretato per anni, come è successo ad esempio a Daniel Radcliffe, interprete di Harry Potter, o Jenna Ortega. La sua Mercoledì Addams è un personaggio talmente ben riuscito, magnetico ed affascinante, che ormai è davvero difficile scindere la figura dell'attrice da quella del ruolo che interpreta. E così, proprio mentre è in lavorazione la terza, attesa stagione di Mercoledì, Jenna Ortega sembra fare un bilancio dell'esperienza, tirando fuori un dubbio che la tormenta.

Jenna Ortega, la difficoltà di uscire dal ruolo di Mercoledì Addams

C'è qualcosa di magnetico in Jenna Ortega, sarà lo sguardo intenso, il suo stile diventato ormai iconico o quella capacità rara di trasformare ogni ruolo in un cult. Ma cosa succede quando il personaggio che ti rende famosa rischia di definirti per sempre? È la domanda che oggi accompagna l'attrice dopo il successo travolgente di Mercoledì. Dietro i riflettori, infatti, si nasconde una riflessione più profonda sulla carriera, sull'identità e sulla libertà di scegliere chi diventare.

L'attrice infatti, negli ultimi mesi si è ritrovata a fare i conti con il lato meno glamour della fama, perché sì, interpretare Mercoledì Addams l'ha resa una star globale, ma anche paradossalmente prigioniera della sua stessa immagine.

Dopo il boom della serie Netflix, e in attesa dell'arrivo di Mercoledì 3 che vedrà nel cast anche Winona Ryder, l'attrice ha iniziato a interrogarsi sul suo futuro professionale. Il rischio, infatti, è quello di essere identificata per sempre con quel personaggio dark, magnetico e impossibile da ignorare che l'ha accompagnata finora e l'ha resa un'autentica star. Una preoccupazione più che legittima nel mondo dello spettacolo, dove il confine tra ruolo iconico ed etichetta definitiva è sottilissimo.

Jenna Ortega nel ruolo di Mercoledì Addams nella serie Netflix

E così, dietro lo sguardo glaciale che l'ha resa famosa, si nasconde una riflessione molto più umana: "Sono ancora in una sorta di fase di transizione un po' strana, perché sono conosciuta per aver interpretato questa adolescente su Netflix. Amo quel personaggio, ma quando è quello che la gente vede penso che mi associ a quell'immagine, magari in uniforme da studentessa. Quindi è stato un continuo chiedermi: Ok, come faccio a portare avanti una carriera cinematografica al di fuori di questo?" ha dichiarato l'attrice.

Jenna Ortega, i ruoli prima di Mercoledì Addams e i dubbi sul futuro

Non è la prima volta che Jenna Ortega parla apertamente delle difficoltà legate alla sua ascesa. Già in passato aveva raccontato di aver vissuto momenti complicati dopo il successo della serie Mercoledì, quando era stata travolta da pressioni, aspettative e da un'attenzione mediatica difficile da gestire, soprattutto per una personalità introversa come la sua. È un fenomeno che, tra l'altro, il pubblico sembra percepire con crescente consapevolezza: tra gli spettatori prevale l'idea che l'industria dell'intrattenimento tenda a cristallizzare i propri talenti in un'unica immagine, sfruttandone il potenziale commerciale finché dura, senza lasciare spazio alla naturale evoluzione artistica.

Jenna Ortega riuscirà a svincolarsi dal ruolo di Mercoledì?
Sì assolutamente
Sarà molto difficile
Resterà sempre Mercoledì
Dipende dai prossimi ruoli

Il punto, però, oggi è un altro: crescere e farlo davanti agli occhi del pubblico. Perché mentre il mondo continua a vederla come la studentessa gotica della Nevermore Academy, Jenna è ormai una giovane donna che vuole ruoli più maturi, sfaccettati, lontani dagli stereotipi. Il problema è che il costume, letteralmente, pesa: interpretare una liceale quando si è già oltre quella fase può diventare limitante. Non mancano del resto le voci di chi ritiene che già nella seconda stagione si avvertisse una certa tensione tra la maturità crescente dell'attrice e l'immobilità anagrafica del personaggio, un divario destinato ad ampliarsi con la terza stagione.

Così l'attrice ha proseguito dichiarando: "Quando si tratta di scegliere i ruoli, quello che cerco di fare è puntare su storie originali. Voglio davvero che arrivino al pubblico qualcosa di nuovo e interessante, e dare spazio a nuovi artisti. Ho lavorato con molti registi al loro debutto, ma anche con registi esperti. È stato un equilibrio tra: Ok, faccio un film indipendente qui, e poi magari uno più grande là".

Jenna Ortega sul set tra ruoli indipendenti e grandi produzioni

Infatti prima di Mercoledì, Jenna Ortega aveva già dimostrato una versatilità sorprendente: dal thriller psicologico You all'horror di Scream, passando per ruoli più intensi e drammatici. Non è dunque una neofita del cinema, né una meteora, bensì è un'attrice che ha costruito passo dopo passo un percorso solido, iniziato quando era ancora una bambina e arrivato oggi a un punto cruciale: reinventarsi. Proprio questa filmografia variegata, costruita prima del fenomeno Netflix, rappresenta secondo molti osservatori la migliore garanzia che Ortega abbia gli strumenti per sottrarsi alla trappola del personaggio unico — un percorso simile a quello compiuto da Robert Pattinson, che dopo Twilight ha saputo ricostruirsi attraverso il cinema d'autore.

Il successo di Mercoledì, quindi, è un'arma a doppio taglio: da un lato le ha regalato visibilità mondiale e opportunità incredibili, dall'altro ha acceso i riflettori su una questione che molte star affrontano, ma che poche ammettono. Ovvero la paura di restare intrappolate in un solo ruolo. Per Jenna Ortega la sfida più grande non sarà girare Mercoledì 3, ma dimostrare al mondo che dietro quello sguardo glaciale c'è un talento capace di andare ben oltre la Nevermore Academy. Del resto, come emerge anche dalla teoria su Morticia che ha cambiato la lettura della prima stagione, il mondo narrativo della serie è così ricco e stratificato che ridurlo alla sola protagonista sarebbe riduttivo — e lo stesso vale per la carriera di chi le ha dato vita.

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