Morto a 35 anni l'attore di Game of Thrones: la malattia lo aveva costretto su una sedia a rotelle

Michael Patrick, attore nordirlandese noto per la sua partecipazione a Game of Thrones e alla serie BBC Blue Lights, è morto a soli 35 anni dopo una battaglia contro la malattia del motoneurone (MND). La notizia, che ha scosso il mondo del teatro e della televisione britannica, è stata confermata dalla moglie Naomi Sheehan mercoledì 8 aprile.

Michael Patrick: l'addio a un artista straordinario

L'attore, il cui nome completo era Michael Patrick Campbell, originario di Belfast, è deceduto martedì presso il Northern Ireland Hospice, dove era stato ricoverato dieci giorni prima. Era circondato dalla famiglia e dagli amici più cari.

La moglie Naomi ha condiviso un messaggio toccante su Instagram: "Ha vissuto una vita piena quanto qualsiasi essere umano possa vivere. Gioia, abbondanza di spirito, risate contagiose. Un titano dai capelli rossi."

La diagnosi di MND era arrivata nel febbraio 2023, quando Michael Patrick aveva appena 33 anni. I primi sintomi si erano manifestati durante una performance al Dublin Fringe Festival. In meno di un anno dalla diagnosi, l'attore aveva perso la capacità di stare in piedi ed era costretto su una sedia a rotelle.

Da Game of Thrones al leggendario Richard III

La carriera di Michael Patrick aveva attraversato palcoscenici e schermi con uguale intensità. Nel 2016 aveva debuttato in televisione con un ruolo in Game of Thrones, interpretando un Wildling Rioter nella sesta stagione. La serie, che a distanza di anni continua a essere considerata un fenomeno culturale capace di appassionare nuove generazioni di spettatori, rappresentò per il giovane attore nordirlandese un trampolino importante. Aveva poi recitato in Blue Lights, This Town di Steven Knight e nella serie BBC Three My Left Nut, che aveva anche co-scritto ispirandosi alla propria adolescenza.

Ma è stato il teatro a regalargli la consacrazione definitiva. Nel 2024, al Lyric Theatre di Belfast, ha portato in scena il suo adattamento di The Tragedy of Richard III, reinterpretando il personaggio shakespeariano come un uomo colpito da una malattia terminale simile alla MND. Una performance su sedia a rotelle che è stata definita "leggendaria". Lo spettacolo ha colpito profondamente chi ha avuto la fortuna di assistervi: la capacità di Michael Patrick di trasformare la propria vulnerabilità fisica in potenza scenica ha lasciato un segno indelebile nel panorama teatrale britannico, al punto che in molti lo considerano una delle interpretazioni shakespeariane più coraggiose e autentiche degli ultimi decenni.

Tra i riconoscimenti più importanti della sua carriera spiccano:

Quale aspetto di Michael Patrick ti colpisce di più?
La carriera teatrale
La forza contro la malattia
Il talento poliedrico
La giovane età
  • Il Judges' Award ai prestigiosi Stage Awards nel gennaio 2025 per il suo Richard III
  • L'Overcoming Adversity Award agli Spirit of Northern Ireland Awards 2025

La sua formazione era iniziata alla University of Cambridge, dove aveva fatto parte dei celebri Cambridge Footlights, per poi proseguire alla Mountview Academy of Theatre Arts di Londra.

L'eredità artistica di Michael Patrick Campbell

Insieme al collaboratore Oisín Kearney, Michael Patrick aveva creato diverse produzioni acclamate, tra cui My Left Nut, My Right Foot, The Border Game e The Alternative. Anche dopo la diagnosi, non aveva mai smesso di scrivere e recitare, trasformando la malattia in arte. È proprio questa ostinata dedizione al mestiere che ha reso la sua parabola artistica così unica: mentre il corpo cedeva, la sua voce creativa si faceva più potente e urgente, come se ogni nuova opera dovesse contenere tutto ciò che ancora aveva da dire.

Michael Campbell

Nel suo ultimo post sui social, datato 6 febbraio 2025, aveva rivelato che il neurologo gli aveva dato circa un anno di vita. Aveva scelto di non sottoporsi a tracheostomia per poter trascorrere il tempo rimanente fuori dall'ospedale. "Ancora tanto per cui vivere e tanto in programma", aveva scritto.

Jimmy Fay, produttore esecutivo del Lyric Theatre, lo ha ricordato con parole potenti: "Ha usato le fionde e le frecce dell'oltraggiosa fortuna scagliata contro di lui e le ha trasformate in arte viscerale e vibrante."

Tra i colleghi che gli hanno reso omaggio anche George Fouracres, star di Saturday Night Live UK e compagno di studi a Cambridge: "Era uno dei più grandi esseri umani con cui abbia mai condiviso il mio tempo su questo pianeta."

Michael Patrick lascia la moglie Naomi, la madre Pauline, i fratelli Kate, Maurice e Hannah, e il nipotino Micheál. La moglie ha chiuso il suo messaggio citando il poeta irlandese Brendan Behan: "Non pensarci troppo. Mangia. Bevi. Ama."

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