Arriva su Rai Play una delle serie israeliane più discusse degli ultimi anni: Happy Holidays, firmata dal regista Scandar Copti, racconta la società israeliana nei giorni che precedono il 7 ottobre 2023, offrendo uno spaccato crudo e potente delle tensioni interne a un paese sull'orlo del baratro.
La serie si svolge durante le festività ebraiche autunnali, un periodo tradizionalmente dedicato alla famiglia e alla riflessione, ma che in questo caso diventa la cornice perfetta per mettere in scena le profonde fratture sociali, politiche e religiose che attraversano la società israeliana contemporanea. Copti, regista israeliano-arabo già noto per il film Ajami, porta sul piccolo schermo la sua visione lucida e spietata di un paese diviso su molteplici fronti: laici contro religiosi, ashkenaziti contro mizrahi, israeliani ebrei contro cittadini arabi.
Una narrazione corale e spietata
Happy Holidays adotta una struttura narrativa corale, seguendo diversi nuclei familiari che vivono le stesse festività in mondi apparentemente paralleli ma destinati a sfiorarsi e a scontrarsi. Non c'è una figura protagonista unica: ogni episodio approfondisce una prospettiva diversa, costruendo un mosaico complesso e a tratti doloroso di una società che fatica a riconoscersi come unita.
Il merito principale della serie è quello di non schierarsi apertamente con nessuna delle fazioni rappresentate. Copti osserva i suoi personaggi con distacco quasi antropologico, lasciando allo spettatore il compito di trarre le proprie conclusioni. Ogni famiglia, ogni personaggio porta con sé il peso di pregiudizi, paure e aspettative che riflettono dinamiche reali e radicate nella società israeliana.
La scrittura è serrata e non concede spazio a facili consolazioni. I dialoghi sono affilati, spesso scomodi, e mettono in luce come le divisioni interne al paese fossero già profondissime prima che la tragedia del 7 ottobre sconvolgesse tutto. In questo senso, Happy Holidays assume un valore quasi documentario, un testimone involontario di un momento storico cristallizzato poco prima del precipizio.
Il contesto: la crisi della riforma giudiziaria
Sullo sfondo della narrazione si agita il clima infuocato della contestata riforma giudiziaria voluta dal governo Netanyahu, che nel 2023 aveva portato centinaia di migliaia di israeliani in piazza per mesi. Questa tensione politica permea l'atmosfera della serie come una colonna sonora invisibile, colorando le conversazioni familiari, le cene di festa, i silenzi imbarazzati tra generazioni che non riescono più a parlarsi.
Copti utilizza le festività come metafora: momenti che dovrebbero unire diventano invece arene di scontro. La tavola imbandita per Rosh Hashanah o per Sukkot si trasforma in campo di battaglia simbolico dove si consumano conflitti identitari irrisolti da decenni.
Disponibile su Rai Play
La serie è ora disponibile in streaming sulla piattaforma Rai Play, portando al pubblico italiano una produzione che ha già raccolto consensi di critica a livello internazionale. La scelta di distribuire Happy Holidays in questo momento non è priva di significato: guardare l'Israele pre-7 ottobre attraverso gli occhi di Scandar Copti significa fare i conti con una complessità che i grandi eventi storici tendono spesso a cancellare o semplificare.
Per gli appassionati di fiction internazionale di qualità, Happy Holidays rappresenta una visione imprescindibile: coraggiosa, scomoda e straordinariamente attuale.




