Imma Tataranni 5: il vero cambiamento è quello di Diana, la cancelliera interpretata magistralmente da Barbara Ronchi.
Tutto si è fermato per un momento nell'ultima puntata di Imma Tataranni - Sostituto Procuratore in onda ieri sera su Rai 1. Non è stato per un delitto o un'indagine in particolare: parliamo dello sguardo di Diana che è cambiato quando ha scoperto che Imma le ha nascosto qualcosa di enorme. Una crepa silenziosa, ma estremamente profonda. La serie ha mostrato proprio in quel frangente la sua verità più grande: la fiction Rai smette di occuparsi solo e unicamente di casi giudiziari e racconta di legami umani, tradimenti e felicità che non passano dalle parole, ma dalle omissioni.
Diana De Santis è da sempre il cuore sommerso della serie, quello che resta e tiene insieme i pezzi mentre Imma corre, sbaglia e combatte. Nelle stagioni 4 e 5 però, questo ruolo le sta stretto e lo spettatore lo ha capito. Grazie all'interpretazione di Barbara Ronchi, la cancelliera si trasforma: da presenza rassicurante diventa un personaggio centrale, la vera coscienza critica e non solo un semplice personaggio. Il suo dolore non è mai sopra le righe e questa misura lo rende potentissimo. Quando si sente tradita non esplode: si incrina e quella crepa racconta molto più di un semplice litigio.
Imma Tataranni 5: la svolta narrativa di Diana
Diana nella puntata di ieri sera di Imma Tataranni 5 scopre il manuale per il concorso da procuratore capo che Imma vuole sostenere: proprio questo è il punto. Non si sente ferita per la carriera dell'amica, ma per non essere stata inclusa e la prima a sapere la notizia. Diana e Imma sono un sistema chiuso, un equilibrio costruito negli anni. Proprio quel sistema, improvvisamente, si rompe. Nelle stagioni precedenti, Diana è il personaggio che più chiaramente incarna il disagio del restare fermi mentre tutto cambia. La sua malattia della pelle non è un dettaglio narrativo, ma un segnale. Il corpo che parla quando la vita non basta più, quando si resta per abitudine e per amore degli altri, più che per sé stessi.

La vera evoluzione non consiste dunque nello scontro con Imma, ma in quello che viene dopo. Diana si sente tradita più di sempre proprio in quel momento e fa la scelta più difficile: capire. Non giustifica e non comprende, ma si guarda dentro e capisce che quella rabbia nasce da una frustrazione profonda, una vita rimasta in sospeso troppo a lungo. Il paradosso più potente è che sarà proprio lei ad aiutare Imma a partire, indicarle una strada e fare un gesto preciso: perderla, ma mostrare maturità. Questa è la grandezza del personaggio di Diana nella fortissima quinta stagione della fiction Rai, che lascia andare e smette di essere la spalla della protagonista: se Imma rappresenta la forza di cambiare tutto, Diana è il coraggio di cambiare sé stessi.
