Dimentica Zalone e Sorrentino: Netflix lancia il film italiano del 2026 pronta a prendersi tutto

Netflix sta per lanciare uno dei film più attesi del 2026: Il Falsario è già un cult.

Tra le nuove uscite da monitorare su Netflix, il 23 gennaio esordirà un film che farà discutere e non poco. In un catalogo fitto, pronto a impreziosirsi con grandi ritorni e sorprese imperdibili, Il Falsario è sicuramente un titolo che si farà notare. Targato Netflix Original, è un noir ambientato nella calda, ma ombrosa Roma degli anni '70. Si ispira liberamente (anzi, falsamente, cime recita la didascalia nel trailer) al falsario Antonio Chichiarelli, detto Toni. Niente passaggio insala, ma direttamente in streaming sulla popolare piattaforma.

La regia è di Stefano Lodovichi e la produzione è affidata a Cattleya. Si parla da tempo de Il Falsario, ovvero da quando sono cominciate le riprese e dalla presentazione alla Festa del Cinema di Roma lo scorso ottobre. Un cast variegato e a dir poco brillante. Toni infatti, è interpretato dal giovane e talentuoso Pietro Castellitto. Al suo fianco un ventaglio di colleghi di tutto rispetto: Claudio Santamaria, Edoardo Pesce e Giulia Michelini, presente al massimo su Netflix in questo mese, sono solamente alcuni dei nomi che vedremo prendere parte alla pellicola.

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Pietro Catsellitto nel trailer de Il Falsario

​Il Falsario dal 23 gennaio su Netflix: la trama

Un noir forte, potente e storico con un'impronta noir focalizzata sulla politica del tempo e gli anni di piombo. Dal trailer rilasciato qualche giorno fa, è palpabile una fotografia che mira proprio a trasmettere allo spettatore quell'inquietudine, ma anche quel fascino di una Roma vintage indimenticabile. Toni è un giovane pittore figurativo che giunge nella Capitale con il sogno di diventare un grande artista: finisce però per trasformarsi in poco tempo nel più grande falsario d'Italia. Un gallerista riconosce in lui potenza e talento nel copiare qualsiasi quadro. Toni si ritrova così in un mondo fatto di finti dipinti, documenti falsi e una spirale di ricatti senza via d'uscita. La storia lo porterà a intrecciarsi con la Banda della Magliana, le Brigate Rosse, i servizi segreti e il falso comunicato del Lago della Duchessa, legato al caso Aldo Moro.

Il film è tratto dal libro Il falsario di Stato di Nicola Biondo e Massimo Veneziani. Gli autori del film hanno precisato che il loro Toni è molto più avventuriero e romanzato rispetto a quello realmente esistito: è pensato per l'Italia degli anni di piombo, non come una mera rappresentazione biografica. In un periodo di grandi film di successo al cinema, da Zalone a Sorrentino, questa è la prossima visione destinata a far parlare di sé a lungo: forse non saranno incassi stellari, ma le premesse affinché lascio un marchio indelebile nell'industria filmografica nostrana, ci sono tutte.

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