Boom improvviso su Netflix, un protagonista indimenticabile: la serie che cura senza più lasciarti andare

La serie su Netflix che sta scalzando i giganti sulla piattaforma: sette stagioni, emozioni infinite.

Tra le serie più viste su Netflix in questi giorni, un titolo che a sorpresa scalza i colossi più imbattibili presenti sulla piattaforma. Un risultato che sorprende, ma ci sono tutte le ragioni per spiegarlo al meglio. The Good Doctor con Freddie Highmore, trasmessa su ABC dal 2017 al 2024, dimostra di avere un impatto narrativo che supera ogni moda. Netflix concede spesso la possibilità a serie non di sua proprietà di avere una seconda vita nel catalogo. In questo caso parliamo di sette stagioni e un medical drama che non punta su grandi effetti speciali, ma personaggi e dialoghi coerenti e riconoscibili: proprio questo conquista.

Al centro della trama c'è Shaun Murphy, un giovane chirurgo con disturbo dello spettro autistico e sindrome del savant. Il suo è un personaggio lontano da qualsiasi caricatura: sguardi, pause e una rigidità fisica che gradualmente, lascia spazio a una totale apertura emotiva. La serie affronta il tema dell'autismo rapportate all'ambiente ospedaliero: ogni episodio alterna casi clinici complessi a conflitti umani minori: incomprensioni e indifferenze, ma anche legami che si costruiscono lentamente. The Good Doctor si discosta dai grandi colossi di Netflix, ma vince allo stesso modo. L'ospedale e le persone che affiancano Freddie danno profondità e coralità al racconto. La serie inoltre, non evita i momenti duri e non indulge al cinismo: ogni arco narrativo cerca equilibrio, anche quando passa attraverso il dolore.

The Good Doctor funziona più di prima su Netflix: ecco perché

Il successo attuale di The Good Doctor racconta molto del pubblico contemporaneo. Dopo anni di serie iper-prodotte, trame spezzettate e stagioni brevi, cresce il bisogno di storie lunghe, rassicuranti, capaci di creare abitudine. The Good Doctor si guarda facilmente, ma non è superficiale. Emozionante senza essere respingente e intensa senza risultare "per pochi". Netflix beneficia anche di un fattore chiave: la serialità completa. Sapere che la storia di Shaun Murphy ha un inizio e una fine chiara, con un arco concluso e coerente, spinge molti utenti a iniziare la visione senza il timore di restare sospesi.

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Una scena da The Good Doctor su Netflix

L'ultima stagione accompagna Shaun verso una nuova fase della vita. Il matrimonio con Lea Dilallo rappresenta il punto di arrivo di un percorso emotivo costruito con pazienza. Non è un colpo di scena, ma una conseguenza naturale. Ed è proprio questo che rende la serie memorabile. The Good Doctor non urla, non provoca, non cerca la viralità a ogni costo. Racconta la crescita di una persona diversa in un mondo imperfetto. Forse per questo oggi su Netflix riesce a competere con i titoli più celebrati e costosi.

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