Stavolta lo scandalo di Alfonso Signorini non c'entra niente per Mediaset, che affronta una crisi nera da lasciarsi alle spalle.
La televisione spagnola di Mediaset, parte integrante di MFE (holding che controlla il gruppo), raccoglie dei dati Auditel non affatto soddisfacenti. TeleCinco, la storica emittente dell'azienda in Spagna e per anni protagonista indiscussa della tv generalista iberica, tocca purtroppo un nuovo minimo storico. Il 28 dicembre è stata una giornata nera: il daytime del canale ha registrato un clamoroso 0% di share, un dato che indica un problema profondo. Il problema sembra essere uno show musicale mattutino, partito con l'intento di essere la colonna portante della rete. Peccato che poi si è rivelato essere un buco nell'acqua.
Non possiamo definirlo un semplice incidente di percorso, ma una crisi che dura da tempo e che pare a tutti gli effetti si stia consolidando sempre più. Il canale durante tutta la giornata non supera il 9% di share, con una soglia assolutamente inaccettabile per un progetto tanto ambizioso. Il palinsesto, organizzato tra repliche e show d'intrattenimento, pare non abbia affatto soddisfatto il pubblico, sempre più distante e critico. I competitor hanno colto la palla al balzo per attaccare, approfittando di questa lunga fase di debolezza per spingere sull'acceleratore. Chi pensava che la più dolorosa spina nel fianco per Piersilvio Berlusconi attualmente, fosse Alfonso Signorini e la bufera innescata da Alfonso Signorini, si sbagliava di grosso. Un altro evento catastrofico potrebbe minacciare e non poco la salute dell'azienda?
Mediaset crolla in Spagna: il tracollo di TeleCinco spiegato
I numeri della rete Mediaset spagnola raccontano una storia di declino lento, ma inesorabile. La media mensile di share di appena l'8.4% è una delle peggiori di sempre per TeleCinco. Basti pensare che fino a qualche anno fa dominava la scena televisiva spagnola. Difficile poter comprendere a fondo, perché una realtà così ben finanziata sia potuta piombare in una situazione del genere. Tra tutti spicca una motivazione: è difficile agganciare e comprendere il mercato televisivo iberico, in continua evoluzione e molto diverso da quello italiano. L'innovazione digitale corre all'impazzata e stare al suo passo è complicato.

La realtà spagnola dipinge un quadro molto meno roseo rispetto a quella italiana per Mediaset. Questo crollo non è solo un problema spagnolo, ma un campanello d'allarme per tutta l'azienda. Se si vuole tornare sulla piazza con successo, bisognerà riflettere a lungo sulle strategie di contenuto, sulla comprensione dei nuovi gusti del pubblico e sulla capacità di innovare, senza nascondersi dietro facili proclami proponendo proposte studiate e non improvvisate. Nel mondo della televisione anche i giganti possono cadere, se dimenticano di ascoltare e accontentare chi li guarda ogni giorno.
