Milo Infante si racconta senza filtri in una lunga intervista pubblicata il 23 luglio 2026 sul settimanale Chi e ripresa da Il Fatto Quotidiano, e lo fa toccando due nervi scoperti nello stesso respiro: il peso delle parole con cui Pier Silvio Berlusconi lo ha accolto in Mediaset e la sua posizione, ormai ribaltata, sul caso Garlasco. Il conduttore, appena passato da Rai 2 a Rete 4 dopo ventitré anni nella tv pubblica, ammette che gli elogi dell’editore non lo fanno dormire la notte, mentre su Alberto Stasi e Andrea Sempio sceglie parole nette che chiudono un percorso cominciato mesi fa. Ma per capire cosa si nasconda davvero dietro questo doppio affondo bisogna ricostruire pezzo per pezzo cosa è successo negli ultimi due mesi, tra addii, dossier interni e ascolti da record.
Perché le parole di Berlusconi non fanno dormire Milo Infante?
Tutto nasce da un episodio preciso: la presentazione dei palinsesti Mediaset per la stagione 2026-2027. In quell’occasione Pier Silvio Berlusconi ha parlato del nuovo prime time di Infante, in arrivo su Rete 4 il martedì sera, indicando la media di rete come obiettivo da raggiungere e chiedendo pazienza per la crescita del programma. Milo Infante, nell’intervista a Chi, spiega che non si è trattato di una critica ma quasi del contrario: un elogio-pressione che pesa più di qualsiasi stroncatura. Le sue parole sono chiarissime: “Le parole che l’editore ha usato nei miei confronti non mi fanno dormire la notte, questa è la verità (ride, ndr), perché sento una forte responsabilità e lo ringrazio per la fiducia”. Un debutto tutt’altro che semplice, considerando che Infante partirà su una fascia storicamente difficile, quella delle 11 del mattino, per poi affrontare la prima serata del martedì, giorno che Mediaset gli ha affidato come principale novità di palinsesto.
Perché Milo Infante ha davvero lasciato la Rai?
Nell’intervista il conduttore fa chiarezza anche sui retroscena economici della rottura con viale Mazzini, confermando un dettaglio già emerso settimane fa ma che oggi acquista un peso diverso alla luce del nuovo racconto: per restare in Rai gli era stato offerto un contratto da esterno da 500-600 mila euro l’anno, cifra che ha rifiutato. La frattura, come lui stesso ha raccontato, risale a dicembre 2025, quando durante una cena con l’amministratore delegato Giampaolo Rossi e il responsabile degli Approfondimenti Paolo Corsini chiese una promozione alla direzione della struttura Sviluppo Nuovi Format, forte di un progetto già pronto, lo studio del Tv2 di Milano pensato per sperimentare nuovi linguaggi televisivi. La richiesta non fu accolta, e da lì la rottura si è fatta insanabile fino alle dimissioni formalizzate il 10 giugno 2026. Un punto che Infante ribadisce anche a Chi, sottolineando di aver presentato all’azienda pubblica tutta una serie di richieste, proposte e idee di sviluppo di programmi che non sono state prese in considerazione, mentre in Mediaset dice di essersi sentito accolto: per la prima volta, dopo anni, gli hanno fatto sentire di essere parte di una famiglia.
Cosa aveva detto Infante su Garlasco prima di oggi?
La frase pronunciata oggi, quel netto “Stasi non c’entra niente”, non nasce dal nulla. Ancora il 24 aprile 2026, da conduttore Rai schierato su posizioni innocentiste nei confronti di Stasi, Infante seguiva in diretta con uno speciale di Ore 14 Sera gli sviluppi dell’inchiesta di Pavia su Andrea Sempio. Poche settimane più tardi, in un’intervista al Messaggero, il conduttore aveva già fatto un passo indietro clamoroso, ammettendo pubblicamente un errore professionale sul modo in cui aveva raccontato il delitto di Chiara Poggi. Le sue parole erano state esplicite: “Io mi sento in colpa per aver contribuito alla mostrificazione di Alberto Stasi dando per buoni certi teoremi. Devo chiedergli scusa perché un cronista deve sempre dubitare”. La dichiarazione di oggi a Chi, dunque, non è una svolta improvvisa ma la conferma pubblica, ormai definitiva, di un percorso di revisione personale iniziato mesi prima, quando il caso Garlasco viveva la sua fase più calda con la riapertura delle indagini sull’unico indagato, Andrea Sempio.
Chi altro è coinvolto nello strascico tra Rai e Mediaset?
L’addio di Infante ha generato una serie di effetti a catena tutt’altro che secondari. Il primo riguarda la successione a Ore 14: dal 7 settembre 2026 il programma di Rai 2 passerà nelle mani di Salvo Sottile, che ha già avuto un botta e risposta pubblico con Infante sul destino del marchio storico del programma. Sottile ha replicato con una battuta tagliente al paragone calcistico usato dal collega, ricordando che le maglie si ritirano quando ci si chiama Maradona, Totti o Baresi, non quando si cambia semplicemente azienda, arrivando anche a ironizzare sul nome del nuovo programma Mediaset di Infante, Ore 11. Il secondo fronte, ben più pesante, riguarda invece lo scontro con la criminologa Roberta Bruzzone: nella primavera 2026 Infante l’ha portata davanti al Comitato Etico della Rai con un dossier sui contenuti pubblicati sui social dalla criminologa, dopo mesi di tensioni esplose in diretta a Ore 14. Una vicenda che si è trascinata per settimane, con Bruzzone pronta a controbattere con puntualità e documentazione davanti allo stesso organismo, e che si è di fatto chiusa solo con il passaggio di Infante a Mediaset.
Quanto pesano davvero gli ascolti di cui Infante si vanta con Berlusconi?
Nell’intervista a Chi, Infante rivendica con orgoglio i numeri costruiti in Rai: “A Rai 2 venivamo da una tradizione di ascolti bassi il giovedì sera. In pochi mesi abbiamo portato gli ascolti al 7,5%, quest’anno abbiamo salutato il pubblico al 10%”. Non sono cifre gonfiate: i dati Auditel confermano una crescita costante dello spin-off serale Ore 14 Sera, capace in più occasioni di avvicinare o superare proprio Quarto Grado di Gianluigi Nuzzi. L’8 maggio 2026 il programma di Infante ha raccolto 1.193.000 spettatori pari al 9,6%, mentre il 15 maggio Quarto Grado si è fermato al 7,5% con 946.000 spettatori contro l’8,5% di Ore 14 Sera. Numeri che raccontano una sfida diretta e reale tra i due conduttori, combattuta puntata dopo puntata sul terreno della cronaca nera legata al caso Garlasco, ed è proprio questo storico da sfidante ad aver reso Infante una pedina preziosa per Mediaset, chiamato a competere sullo stesso terreno editoriale dove ha già dimostrato di saper vincere.
Perché Infante elogia Nuzzi proprio ora, nella stessa intervista?
Per mesi Milo Infante e Gianluigi Nuzzi hanno rappresentato le due anime opposte del racconto televisivo su Garlasco: da una parte un Infante sempre più critico verso Sempio e vicino alle ragioni della difesa di Stasi, dall’altra un Nuzzi ritenuto vicino proprio ad Andrea Sempio, spesso ospitato e intervistato a Quarto Grado. Oggi che i due sono colleghi nello stesso gruppo editoriale e, allo stesso tempo, concorrenti diretti in palinsesto, Infante sceglie parole che suonano come una tregua preventiva: “Se tu mi chiedi chi è Gianluigi Nuzzi, ti dico che è uno onesto, che è uno puro, che se sbaglia lo fa con la sua testa, che è uno rigoroso e spero che lui dica altrettanto di me”. E ancora, sul rapporto personale con il collega: “Quando sento Gigi, posso non condividere quello che dice, ma lo rispetto sempre”. Un endorsement pubblico che arriva proprio mentre i due condividono lo stesso datore di lavoro, e che sembra pensato per disinnescare sul nascere qualsiasi tentazione di guerra interna tra due volti che Mediaset punta a valorizzare entrambi sulla stessa materia prima, la cronaca nera.
Cosa aspettarsi dal debutto di Milo Infante su Rete 4?
Archiviata la stagione Rai, la nuova avventura di Infante prende forma con contorni sempre più precisi. Il conduttore sarà protagonista di due progetti distinti su Rete 4: una striscia quotidiana dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13, ribattezzata Ore 11, e un nuovo appuntamento di prima serata il martedì. La data di partenza della striscia quotidiana è fissata per il 24 agosto 2026. Un debutto che arriva dopo settimane di dichiarazioni e repliche pubbliche, in un clima in cui ogni parola di Infante viene ormai letta come un capitolo di una storia più grande: quella di un giornalista che prova a ricostruire, insieme alla propria credibilità professionale, anche gli equilibri interni di un’azienda che lo ha appena accolto tra i suoi volti di punta.
Fonti
- Mediaset Infinity (2026). Palinsesti Mediaset 2026-2027: tutti i programmi previsti per la prossima stagione.
- Auditel (2026). Dati relativi alla settimana Auditel: 10-16 maggio 2026.
