Edoardo Bennato compie 80 anni il 23 luglio 2026, e tre giorni prima, lunedì 20 luglio, si regalerà un concerto speciale al Circo Massimo di Roma, debutto assoluto in quello scenario dopo oltre cinquant’anni di carriera. In una lunga intervista pubblicata il 17 luglio 2026 su Il Messaggero, ripresa da Il Fatto Quotidiano e da Leggo, il cantautore napoletano ripercorre gli esordi difficili in Rai e rivendica il record dei 15 stadi in un mese del 1980, punzecchiando la ‘gara dei record’ della musica di oggi. Ma dietro la festa per gli 80 anni si nasconde molto di più: un lutto di famiglia mai davvero raccontato, un ospite a sorpresa sul palco e un ritorno discografico inatteso dopo sei anni di silenzio.
Il rifiuto della Rai: ‘la sua voce è sgraziata, torni a studiare’
Tutto parte da una umiliazione. Bennato racconta che nel 1973, dopo nove anni di gavetta iniziata nel 1964 quando si era iscritto ad Architettura a Milano solo per tentare la strada della musica, arrivò finalmente il contratto con la Ricordi e uscì il primo disco, ‘Non farti cadere le braccia’. Poche settimane dopo, però, il direttore della casa discografica lo convocò in ufficio per una doccia gelata: i programmatori Rai giudicavano la sua voce sgraziata, non trasmettibile in radio, e lo invitavano a tornare a studiare e togliersi di mezzo. Un verdetto che avrebbe potuto stroncare sul nascere la carriera di uno dei cantautori più originali della musica italiana.
La rivincita: da one-man-band di strada al bar della Rai
Bennato non si arrese e si giocò quella che lui stesso definisce l’ultima carta. Si trasferì a Londra dove si costruì da solo un tamburello a pedale e un porta-armonica per suonare da one-man-band, un’invenzione artigianale diventata poi marchio di fabbrica dei suoi concerti. Tornato in Italia, andò a cantare i suoi brani più punk proprio davanti al bar romano di via Col di Lana dove si riuniva tutta la Rai per la colazione, pur di farsi notare: nell’intervista ricorda di aver sfottuto in pubblico sia il Presidente della Repubblica dell’epoca sia il Papa, con una provocazione diretta e sfacciata. Di lì a poco, con l’album ‘Burattino senza fili’, sarebbe arrivato a battere il record di vendite di Lucio Battisti: la rivincita perfetta contro chi lo aveva liquidato come irricevibile.
Quanto vale davvero il record dei 15 stadi in un mese?
Il numero più citato della carriera di Bennato risale all’estate del 1980: quindici stadi consecutivi riempiti in un solo mese, per un totale di oltre mezzo milione di spettatori, un’impresa mai tentata prima nella storia della musica dal vivo italiana. Il tour culminò a San Siro, dove Bennato fu il primo artista italiano a riempire lo stadio milanese. A chi gli chiede oggi cosa pensi della corsa al gigantismo degli stadi pieni, da Vasco Rossi a Ultimo fino a Sfera Ebbasta e Olly, il cantautore precisa con orgoglio che non si limitò a riempire San Siro, ma ci arrivò dopo aver già riempito quindici stadi nel giro di un mese, un primato che a distanza di 46 anni resta tuttora imbattuto. Non è un dettaglio buttato lì: è lui stesso a citarlo per primo nell’intervista, quasi a voler ribadire che la vera posta in gioco degli 80 anni non è il traguardo anagrafico, ma la tenuta di un primato che sente ancora tutto suo.
La frecciata alla ‘gara dei record’ e ai nuovi fenomeni della musica
Alla domanda diretta se il suo primato del 1980 fosse una risposta ‘alla faccia’ di Vasco Rossi o di Ultimo, Bennato risponde senza polemica personale: ‘alla faccia di nessuno’. Ma rilancia subito dopo con un’affondo più ampio: secondo lui la moderna gara dei record che spinge sempre più artisti a inseguire stadi e numeri è un disagio che parte da lontano, di cui dà la colpa a quelli che chiama, con la sua consueta ironia tagliente, i ‘Mangiafuoco che guidano la musica da anni’. Un’immagine presa in prestito proprio dal suo repertorio fiabesco, che richiama Pinocchio e il mondo del circo per descrivere chi manovra l’industria discografica dietro le quinte.
Il disfacimento culturale secondo Bennato, tra Maradona e Papa Francesco
Il cantautore non si limita alla musica. Guardando alla contemporaneità, descrive quello che chiama un vero e proprio disfacimento culturale totale, spaziando dal ruolo dell’artista alla politica, dalla guerra all’immigrazione. Nell’intervista trova spazio anche un ricordo di Papa Francesco, paragonato per affinità a Diego Armando Maradona: entrambi argentini, sottolinea Bennato, e non a caso. Un modo per collegare due figure che nella sua visione hanno saputo parlare a un pubblico universale al di là delle rispettive sfere, religiosa e sportiva.
Il fratello Giorgio, il lutto che pesa sugli 80 anni
C’è però un capitolo dell’intervista che Bennato affronta con un tono diverso, più sommesso. Mostrandogli una foto di famiglia scattata nello studio Rai del programma ‘Primo applauso’, a fine anni Cinquanta, con lui alla chitarra, il fratello Eugenio alla fisarmonica e il fratello minore Giorgio al tamburo, tre ragazzini presentati da Enzo Tortora, Bennato si ferma sul ricordo di Giorgio. Il fratello musicista, noto in arte come Giorgio Zito, batterista, chitarrista e produttore, è scomparso due anni fa, il 16 gennaio 2024, a 74 anni, per un attacco cardiaco. Un lutto che nell’intervista riaffiora proprio mentre si parla di musica e di infanzia, restituendo agli 80 anni un peso diverso da quello della semplice celebrazione.
Chi sale sul palco del Circo Massimo con Bennato
Il concerto romano del 20 luglio non sarà un evento in solitaria. Sul palco arriverà anche Leo Gassmann, che ricambierà la visita fatta tre anni fa a Bennato durante la serata delle cover di Sanremo 2023, quando insieme avevano proposto un medley dei classici del cantautore napoletano. Questa volta sarà Gassmann a raggiungere Bennato per un medley delle sue canzoni. La scaletta della serata, come racconta lo stesso Bennato, si aprirà con il Quartetto Flegreo, per ribadire il concetto che dalla musica di Vivaldi a quella moderna non c’è soluzione di continuità, proseguirà con la parte più rock affidata alla sua storica Be-Band e si chiuderà con l’amato angolo one-man-band, quello che secondo le sue parole scatena il ‘pazzariello’ che c’è in lui.
Il ritorno discografico: ‘Ogni settimana’, scritta con il fratello Eugenio
Gli 80 anni di Bennato non sono soltanto un bilancio del passato: è appena uscito ‘Ogni settimana’, il primo singolo inedito del cantautore dopo sei anni di silenzio discografico, scritto a quattro mani con l’altro fratello, Eugenio Bennato. Il brano, in radio e sulle piattaforme digitali dal 10 luglio 2026 e pubblicato da Sony Music Italy, unisce l’energia rock e l’ironia tagliente tipiche dello stile bennatiano a uno sguardo lucido sulle contraddizioni della società contemporanea. Il singolo è l’apripista di un nuovo album di inediti atteso in autunno 2026, di cui per il momento non sono stati resi noti né il titolo né la tracklist completa.
Il tour ‘Quando sarò grande’: le tappe e perché quelle città
Il concerto del Circo Massimo si inserisce nella tournée evento ‘Quando sarò grande’, che riprende il titolo di un brano del 1977 contenuto proprio in ‘Burattino senza fili’. Il tour è partito il 6 luglio 2026 da Piazza San Marco a Venezia, ha toccato Roma il 20 luglio e proseguirà il 28 agosto all’Ippodromo di Vinovo, vicino Torino, il 3 settembre al Parco di Serravalle a Empoli, il 12 settembre al Teatro Grande di Pompei, per chiudersi il 18 settembre al Mind Live Theatre di Milano. Sei tappe evento in luoghi ad alto valore simbolico e storico, pensate per accompagnare Bennato in un percorso che intreccia musica, memoria e territorio. Al suo fianco, in tutte le date tranne quella di Empoli, salirà sul palco anche la soprano Maria Chiara Chizzoni.
Fonti
- Edoardo Bennato (2026). Concerti – Tour “Quando sarò grande”.
- Teatro dell’Opera di Roma (2026). Il Teatro dell’Opera al Circo Massimo 2026.
