Odissea di Nolan, tra numeri record e recensioni spaccate: il verdetto che pochi hanno letto

Odissea di Nolan: cast, budget da 250 milioni e recensioni contrastanti, cosa c'è dietro i titoli

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Il 16 luglio 2026 arriva nelle sale italiane Odissea, il kolossal scritto e diretto da Christopher Nolan con Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Zendaya, Robert Pattinson e Charlize Theron: le prime recensioni internazionali, pubblicate il 15 luglio 2026, sono spaccate tra l’entusiasmo per l’imponenza tecnica IMAX e le critiche sulla gestione del cast e sulla fedeltà al poema omerico. Dietro l’etichetta generica di recensioni contrastanti si nasconde però una storia molto più precisa, fatta di ruoli specifici, cifre da capogiro e un vero e proprio processo alla libertà con cui Nolan ha riscritto Omero.

Chi interpreta chi: la mappa completa del cast stellare di Odissea

Partiamo da un punto che nelle sintesi generiche viene spesso lasciato vago: chi fa cosa in questo affollatissimo cast. Matt Damon veste i panni di Ulisse, re di Itaca, ed è la terza collaborazione con Nolan dopo Interstellar e Oppenheimer. Al suo fianco, nel ruolo di Penelope, la moglie che lo attende respingendo i pretendenti, c’è Anne Hathaway, anche lei alla sua terza volta con il regista britannico. Tom Holland interpreta Telemaco, il figlio cresciuto nell’assenza di un padre ingombrante, mentre Zendaya veste i panni della dea Atena, protettrice dell’eroe. Robert Pattinson, già diretto da Nolan in Tenet, torna a lavorare con lui interpretando Antinoo, il capo dei Proci e principale antagonista della storia. Charlize Theron è invece la ninfa Calipso, che trattiene Ulisse per sette anni sull’isola di Ogigia. Completano il quadro Lupita Nyong’o e Samantha Morton, oltre a John Leguizamo nei panni di Eumeo, il servo quasi cieco e fedele di Ulisse: una prova definita superba da alcuni critici, in netto contrasto con i giudizi più severi riservati proprio ad altri protagonisti del cast.

Quanto rischia davvero Universal: i numeri della scommessa più costosa di Nolan

Il budget di produzione dichiarato di Odissea è di 250 milioni di dollari, la cifra più alta mai spesa da Nolan per un suo film. Ma la spesa reale è ben superiore: Universal Pictures ha investito quasi 400 milioni di dollari considerando insieme produzione e promozione a livello mondiale. Negli Stati Uniti, dove il film debutta il 17 luglio 2026, un giorno dopo l’uscita italiana, le previsioni della vigilia indicano un incasso di apertura compreso tra 90 e 100 milioni di dollari in circa 3.900 sale tra Stati Uniti e Canada. Se le stime dovessero confermarsi nella fascia alta, si tratterebbe del miglior debutto al botteghino per un film di Nolan dai tempi de Il cavaliere oscuro – Il ritorno, che nel primo weekend del 2012 incassò 160 milioni di dollari. Un risultato del genere renderebbe inoltre Odissea il terzo film del 2026 a superare i 100 milioni di dollari nel weekend d’esordio, dopo Toy Story 5, fermo a 159 milioni, e The Super Mario Galaxy Movie, arrivato a 131 milioni.

Il metro di paragone obbligato: può Odissea ripetere il fenomeno Oppenheimer?

Ogni discorso sul rischio economico di Odissea passa inevitabilmente dal precedente più recente della carriera di Nolan. Oppenheimer, uscito nel 2023, aveva aperto negli Stati Uniti con 82 milioni di dollari, per poi trasformarsi in un successo planetario da 330 milioni in Nord America e 975 milioni di dollari incassati nel mondo, coronato da sette premi Oscar nella notte del 2024. Quel film resta oggi il metro con cui si misura la reale capacità di Nolan di portare in sala un pubblico enorme anche fuori dai franchise action come Batman o Tenet: Odissea, in questo senso, è il primo vero test della sua bancabilità dopo il trionfo agli Academy Award, con la differenza che stavolta il regista lavora su un materiale già notissimo a livello globale, il poema omerico, e non su una biografia storica di nicchia come quella del padre della bomba atomica.

Perché il film dura 2 ore e 52 minuti e non di più: il retroscena tecnico dei proiettori IMAX

Uno dei dettagli meno raccontati riguarda un limite fisico che ha condizionato il montaggio finale. Nolan ha girato circa due milioni di piedi di pellicola IMAX, equivalenti a circa 90 ore di riprese effettive, di cui solo una minima parte è finita nel montaggio definitivo. Il regista avrebbe voluto sfruttare ancora più materiale, ma è stato fermato da un vincolo tecnico invalicabile dei proiettori IMAX a pellicola: il tecnico storico David Keighley, scomparso proprio dopo aver completato il lavoro su questo film, lo portò fisicamente in cabina di proiezione per mostrargli il limite massimo consentito dal sistema. Come ha raccontato lo stesso Nolan, l’unico modo per superare quella soglia sarebbe stato ricostruire completamente il sistema di proiezione. Odissea è così il primo film nella storia del cinema girato al 100% con cineprese IMAX, un traguardo mai raggiunto nemmeno da Oppenheimer, che si fermava al 75%. Con la sua durata di 172 minuti, il nuovo film diventa il secondo più lungo mai realizzato da Nolan, subito dietro alle esatte tre ore di Oppenheimer.

Non è la prima Odissea al cinema: cosa cambia rispetto a Camerini, Rossi e Pasolini

Il mito di Ulisse non arriva sul grande schermo per la prima volta. Prima di Nolan, la storia era già stata raccontata nel 1954 da Mario Camerini in Ulisse, con Kirk Douglas e Silvana Mangano, e poi nella miniserie Rai Odissea del 1968 diretta da Franco Rossi, con Irene Papas nel ruolo di Penelope. Proprio il confronto con questi precedenti storici, insieme a Itaca – Il ritorno di Uberto Pasolini, viene usato dalla critica più severa come clava contro la versione Nolan, accusata di tradire lo spirito del poema più di quanto abbiano fatto le trasposizioni del passato.

Le recensioni spaccate, parola per parola: cosa dicono davvero i critici internazionali

Al di là della sintesi generica di un giudizio diviso, vale la pena leggere cosa hanno scritto nel dettaglio i critici che hanno visto il film in anteprima. Matt Zoller Seitz, firma storica di RogerEbert.com, ha intitolato la sua recensione Christopher Nolan l’ha fatto di nuovo e ha lodato senza riserve l’impatto sensoriale dell’opera. Secondo Seitz, per Nolan l’Odissea è più che altro un pretesto, il cui obiettivo è parlare dell’importanza delle storie e del modo in cui ci vengono raccontate, e di come quelle stesse storie possano ingannarci e liberarci, confortarci e turbarci, dividerci e unirci. Sul piano tecnico, ha aggiunto il critico, il film è così potente da far quasi sentire l’odore del mare, del sangue che si rapprende, dei fiori. Di segno opposto il giudizio di Jacques Mandelbaum su Le Monde, secondo cui il film fatica a essere all’altezza di Omero. Ancora più duro l’affondo di Today.it, che boccia in particolare la riscrittura in chiave femminile del racconto, definendola di pura facciata, superficiale, rude e sgraziata, e accusa Nolan di modificare non semplici dettagli narrativi ma la semantica stessa del poema, chiamando questa operazione fedeltà quando in realtà sarebbe fedeltà soltanto a se stesso. La stessa testata sottolinea come, proprio sul piano dell’aderenza al poema, il film esca con le ossa rotte non solo rispetto a Camerini, ma anche rispetto a Itaca – Il ritorno di Pasolini e alla miniserie Rai degli anni Sessanta. Tra le voci più critiche anche quella del sito Cinematografo, che boccia la prova di Robert Pattinson come Antinoo, definita nulla più che una variante dei suoi soliti personaggi repellenti, salvando invece l’interpretazione di John Leguizamo nei panni del servo Eumeo.

Un evento finanziario oltre che critico: cosa significa per il futuro di Nolan

Al netto delle recensioni contrastanti, Odissea si presenta come un caso più unico che raro nell’industria cinematografica contemporanea: un blockbuster da 250 milioni di dollari di budget, girato interamente in pellicola IMAX senza ricorrere alla computer grafica per le scene più spettacolari, costruito attorno a un cast di superstar e a un testo che appartiene alla cultura di tutti. Il weekend d’esordio, tra il 16 e il 19 luglio 2026, dirà se il pubblico globale è disposto a seguire Nolan anche fuori dai territori più sicuri del cinema di supereroi o della fantascienza da lui reinventata, oppure se il nome del regista premio Oscar, da solo, non basta più a garantire un incasso all’altezza degli investimenti fatti da Universal.

Fonti

Tag:Odissea

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