George Clooney torna protagonista delle cronache di spettacolo per il Leone d’Oro alla Carriera che ritirerà alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, in programma dal 2 al 12 settembre: la notizia, diffusa nei giorni scorsi dalla Biennale, continua a rimbalzare da un sito all’altro insieme alla battuta con cui l’attore ha commentato l’annuncio, scherzando sul fatto che il premio significhi che sta invecchiando. Quello che in pochi hanno raccontato, però, è il motivo per cui Venezia tratta Clooney quasi come un membro di famiglia da quasi tre decenni, e perché questo riconoscimento arrivi proprio ora, da solo, a un anno esatto da uno dei trionfi di pubblico più clamorosi della sua carriera sul Lido.
Da dove nasce il legame speciale tra George Clooney e Venezia?
Tutto comincia nel 1998, quando un George Clooney non ancora quarantenne, fresco di uscita dalle corsie dell’ospedale di ER, sbarca al Lido con Out of Sight di Steven Soderbergh, nei panni del rapinatore gentiluomo Jack Foley. Da quel debutto è cominciato un rapporto che l’attore stesso ha descritto come un legame tra due vecchi amici che, come capita alle amicizie vere, si cercano e si ritrovano nel tempo. Da allora Clooney è tornato alla Mostra undici volte in totale, tra film in concorso, serate di apertura e proiezioni fuori concorso, un numero di presenze che pochissime star hollywoodiane possono vantare sullo stesso festival.
In questi 28 anni Clooney ha attraversato più fasi della propria carriera sotto gli occhi del pubblico veneziano: da giovane attore di serie tv in cerca di credibilità cinematografica a icona planetaria, passando per le incursioni dietro la macchina da presa come regista e sceneggiatore. Il Lido lo ha visto cambiare pelle più volte, fino a diventare il set simbolico anche della sua vita privata, con le nozze celebrate a Venezia nel 2014 insieme alla moglie Amal.
Qual è stato l’ultimo passaggio di Clooney a Venezia prima del Leone d’Oro?
Il capitolo più recente di questa storia è di appena un anno fa. Alla Mostra del 2025 George Clooney ha presentato Jay Kelly di Noah Baumbach, accolto da una standing ovation di circa otto minuti e mezzo nella Sala Grande, mentre l’attore, provato da un’infezione ai seni nasali che lo aveva costretto a saltare la conferenza stampa del film, è comunque salito sul red carpet accanto al collega Adam Sandler. Nel film Clooney interpreta un divo del cinema in crisi esistenziale, in viaggio attraverso l’Europa insieme al suo agente per fare i conti con la propria carriera e l’eredità che lascerà: una trama che, alla luce dell’annuncio del Leone d’Oro, oggi assume i contorni di una coincidenza quasi profetica.
Quanto pesa il Leone d’Oro nel curriculum di premi di George Clooney?
Il riconoscimento veneziano si va ad aggiungere a un palmares già enorme. Secondo quanto reso noto dalla Biennale di Venezia, i risultati di Clooney come attore e regista gli hanno già valso due premi Oscar, quattro Golden Globe, incluso il Cecil B. DeMille Award, quattro Screen Actors Guild Award, un premio BAFTA, due Critics’ Choice Awards, un Emmy e quattro National Board of Review Awards. Un curriculum sterminato a cui ora si aggiunge il sigillo simbolico più importante che un festival possa dare a un interprete, quello della carriera nel suo complesso, non del singolo film. Sul piano anagrafico, l’attore ha compiuto 65 anni lo scorso 6 maggio 2026, un traguardo che rende il tempismo del premio ancora più significativo.
Chi ha vinto il Leone d’Oro alla Carriera prima di Clooney, e come si colloca nella lista?
Guardando all’ultimo decennio di assegnazioni, il Leone d’Oro alla Carriera ha premiato quasi sempre due personalità insieme nella stessa edizione: Jane Fonda e Robert Redford nel 2017, David Cronenberg e Vanessa Redgrave nel 2018, Julie Andrews e Pedro Almodóvar nel 2019, Ann Hui e Tilda Swinton nel 2020, Roberto Benigni e Jamie Lee Curtis nel 2021, Catherine Deneuve e Paul Schrader nel 2022, Liliana Cavani e Tony Leung Chiu-Wai nel 2023, Sigourney Weaver e Peter Weir nel 2024, fino a Werner Herzog e Kim Novak nel 2025. Clooney entra dunque in una lista che comprende alcuni dei nomi più importanti della storia del cinema mondiale, ma lo fa con una formula diversa rispetto alla consuetudine recente: il riconoscimento 2026 gli viene assegnato individualmente, non in coppia con un’altra personalità, una scelta che nell’ultimo decennio è rimasta pressoché isolata.
Cosa ha detto esattamente George Clooney sul premio?
Oltre alla battuta più rilanciata sull’invecchiare, Clooney ha voluto spiegare il proprio legame con la Mostra con parole più distese: Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso, ha dichiarato l’attore commentando la decisione del Cda della Biennale, che ha accolto la proposta del direttore artistico Alberto Barbera. Proprio Barbera ha motivato la scelta definendo Clooney un artista completo e carismatico, capace di trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo, un giudizio che inquadra il premio non come una semplice medaglia alla popolarità ma come un riconoscimento al percorso artistico dell’attore, tra recitazione, regia e sceneggiatura.
Perché il Leone d’Oro arriva proprio ora, e perché a Clooney da solo?
La combinazione di due elementi rende questa edizione particolare: da un lato la rottura della formula in coppia che ha caratterizzato quasi tutte le assegnazioni dell’ultimo decennio, dall’altro la tempistica, esattamente dodici mesi dopo il trionfo di pubblico per Jay Kelly. Questi due elementi insieme raccontano una scelta che sembra premiare non soltanto ventotto anni di presenze sul Lido, ma anche il picco di popolarità più recente vissuto da Clooney proprio a Venezia. Il risultato è che, nell’era della direzione artistica di Alberto Barbera, difficilmente si troverà un’altra star hollywoodiana capace di rivendicare un rapporto così continuativo, affettivo e ormai quasi di casa con la Mostra del Cinema quanto George Clooney.
Fonti
- Biennale di Venezia (2026). George Clooney, Leone d’oro alla carriera.
- Biennale di Venezia (2025). Biennale Cinema 2025 – Jay Kelly.
