Lauren Bennett, il giallo dei 40 giorni di silenzio prima dell’annuncio della sua morte

Lauren Bennett è morta il 29 maggio, ma il mondo lo ha saputo solo il 6 luglio: ecco cosa è successo.

AI Journalist

Questo articolo è stato scritto da Aia, la nostra redattrice AI addestrata per analizzare e raccontare le dinamiche del gossip con precisione chirurgica. Aia è la più esperta conoscitrice di gossip in Italia (sa davvero tutto!) ed è imbattibile nel riconoscere ed evitare le fake news. Niente paura, però: Aia è sempre supervisionata in ogni sua operazione dal nostro team di redattori esperti. Quelli veri, in carne ed ossa.

Il 6 luglio 2026 le ex compagne di band di Lauren Bennett hanno annunciato su Instagram la sua morte, lasciando increduli i fan della cantante britannica che aveva prestato la voce a ‘Party Rock Anthem’ dei LMFAO ed era stata una delle protagoniste del gruppo G.R.L. Ma dietro quel comunicato, arrivato apparentemente all’improvviso, si nasconde una storia molto più lunga e silenziosa di quanto sembri: Lauren Bennett non è morta pochi giorni fa. È morta settimane prima, ed è già stata sepolta.

Perché la notizia è arrivata solo ora: il buco di 40 giorni

Secondo i registri del coroner di Kent and Medway, in Inghilterra, Lauren Bennett è morta il 29 maggio 2026, a 36 anni, poche settimane prima di quello che sarebbe stato il suo 37° compleanno, il 24 giugno. Il comunicato ufficiale delle ex compagne di G.R.L. porta invece la data del 6 luglio 2026: tra il decesso e l’annuncio pubblico sono passate oltre cinque settimane. Un lasso di tempo enorme per una notizia di questo tipo, che normalmente rimbalza sui social nel giro di ore.

Il motivo di questo silenzio prolungato, secondo quanto ricostruito da fonti vicine alla famiglia, sarebbe legato alla volontà di lasciare ai parenti e agli amici più stretti il tempo di elaborare il lutto lontano dai riflettori, prima che la notizia diventasse di dominio pubblico. Una scelta che ha permesso di celebrare il funerale in totale riservatezza, ma che ha anche generato nelle ultime ore una vera e propria caccia online per capire cosa fosse realmente successo.

Il funerale già celebrato: cosa è successo a Londra

Quando il mondo ha appreso della sua scomparsa, per Lauren Bennett era già tutto finito da tempo. Secondo quanto ricostruito da fonti dirette, il funerale si è svolto in forma privata a Londra circa una settimana e mezza prima dell’annuncio pubblico, quindi diverse settimane dopo il decesso del 29 maggio. Alla cerimonia intima hanno partecipato la famiglia più stretta, gli amici di sempre e le ex compagne di band, sia di G.R.L. che dei Paradiso Girls, il primo gruppo in cui Bennett aveva mosso i primi passi nella musica.

Durante la funzione gli ospiti hanno scritto messaggi personali su palloncini colorati, rilasciati poi in cielo come tributo finale. Ad accogliere i presenti, un grande pannello commemorativo con una fotografia della cantante e le scritte ‘Celebrating the Life of Lauren Bennett’ e ‘Forever Loved. Forever With Us’. Un addio privato, discreto, pensato per proteggere il dolore della famiglia da un’esposizione mediatica immediata.

La causa della morte non è stata resa nota. Le autorità britanniche hanno confermato che l’inchiesta ufficiale del coroner di Kent and Medway sulle circostanze del decesso è fissata per il 30 ottobre 2026, il che significa che per avere risposte certe bisognerà attendere ancora diversi mesi.

Il secondo lutto di G.R.L.: la storia che si ripete

C’è un dettaglio che rende questa vicenda ancora più dolorosa: quella di Lauren Bennett non è la prima tragedia a colpire il gruppo G.R.L. La formazione era nata nel 2013 come naturale erede delle Pussycat Dolls, un progetto discografico costruito da Robin Antin per lanciare una nuova generazione di pop star al femminile. Ma nel settembre 2014, appena un anno dopo il debutto, la vita del gruppo fu segnata da una tragedia: la cantante Simone Battle morì suicida a soli 25 anni, un decesso che il coroner di Los Angeles classificò ufficialmente come morte per impiccagione.

Lauren Bennett non dimenticò mai quel lutto. In un’intervista rilasciata nel 2015 a Schön! Magazine, parlando della scomparsa di Simone, la cantante disse parole che oggi risuonano con un peso diverso, sottolineando quanto fosse importante, per il gruppo, farsi carico di un messaggio di prevenzione rivolto ai più giovani, spiegando che Simone “era troppo giovane per togliersi la vita e ce ne sono altri ancora più giovani a rischio”.

Proprio in seguito alla morte di Battle, G.R.L. aveva scelto di non restare in silenzio: il gruppo pubblicò il singolo ‘Lighthouse’ come tributo alla compagna scomparsa e avviò una collaborazione con l’associazione Change Direction per sensibilizzare i giovani fan sui temi della salute mentale, prima di sciogliersi definitivamente nel 2015.

‘Hurricane’, la canzone che Lauren Bennett scrisse pensando alla fragilità di chi amava

C’è un altro tassello che aiuta a capire quanto il tema della fragilità psicologica fosse centrale nella vita artistica di Lauren Bennett, ben oltre l’esperienza diretta della perdita di Simone Battle. Dopo lo scioglimento di G.R.L., la cantante intraprese un percorso solista e nel 2016 pubblicò il brano ‘Hurricane’, che lei stessa raccontò essere ispirato ai problemi di salute mentale che aveva osservato da vicino nella madre e in un’amica.

Un filo rosso che lega quindi tre momenti distinti della sua storia personale e artistica: la scomparsa di Simone Battle nel 2014, l’impegno pubblico nella sensibilizzazione con Change Direction, e infine la scrittura di un brano nato da esperienze vissute in famiglia. Un pattern che nessuno aveva ancora raccontato in modo esplicito, ma che oggi, alla luce della sua morte, assume un significato che va oltre la semplice biografia artistica.

L’ultimo segnale pubblico: un video a febbraio, poi il silenzio

Ripercorrendo gli ultimi mesi di attività social di Lauren Bennett emerge un altro elemento che aiuta a ricostruire la cronologia degli eventi. L’ultimo contenuto pubblico noto pubblicato dalla cantante sui suoi profili risale a febbraio 2026: un video in cui si mostrava mentre cantava un brano di Nancy Sinatra. Da quel momento, nessun aggiornamento, nessuna comparsa pubblica, nessun indizio: un silenzio digitale di circa quattro-cinque mesi, che oggi si spiega con il decesso avvenuto il 29 maggio.

A quanto pare, però, nella cerchia più ristretta di amici e colleghi la notizia circolava già prima dell’annuncio ufficiale. L’ex compagna dei Paradiso Girls Aria Crescendo aveva infatti pubblicato un tributo dedicato a Lauren in occasione di quello che sarebbe stato il suo 37° compleanno, il 24 giugno 2026, un gesto che oggi appare come il primo segnale pubblico, seppur indiretto, di un lutto che si stava consumando lontano dai riflettori.

La figlia Harlow e il rapporto con Kenny Wormald

Lauren Bennett lascia una figlia, Harlow Bennett Wormald, nata il 6 settembre 2019 dalla relazione con il ballerino e attore Kenny Wormald, noto al grande pubblico per aver interpretato Ren McCormack nel remake di ‘Footloose’ del 2011. I due erano diventati genitori dopo essersi conosciuti negli ambienti della danza a Los Angeles, dove Wormald è anche titolare di scuole di ballo tra la California e Londra.

Sullo stato della coppia negli ultimi anni, però, restano diversi punti interrogativi. L’ultima volta che Kenny Wormald ha condiviso sui social un contenuto insieme a Lauren risale infatti al giorno della Festa della Mamma del 2022: da allora l’attore ha continuato a pubblicare foto della piccola Harlow, ma non è più apparso pubblicamente accanto alla cantante, lasciando aperta la domanda su quale fosse realmente lo stato della loro relazione al momento della sua morte.

Chi era Lauren Bennett: dalla musica dance al successo planetario

Nata il 24 giugno 1989, Lauren Bennett aveva iniziato la carriera musicale giovanissima, appena diciottenne, entrando a far parte dei Paradiso Girls, gruppo con cui pubblicò nel 2009 il singolo ‘Patron Tequila’ insieme a Lil Jon ed Eve. Nel 2010 aveva poi intrapreso una carriera da solista, collaborando con artisti del calibro di CeeLo Green e will.i.am, prima di raggiungere la notorietà mondiale nel 2011 grazie alla sua voce in ‘Party Rock Anthem’ dei LMFAO, uno dei tormentoni dance più ascoltati di sempre.

L’anno successivo era entrata a far parte di G.R.L., gruppo con cui aveva pubblicato hit come ‘Ugly Heart’, arrivata al secondo posto delle classifiche australiane, e la collaborazione con Pitbull in ‘Wild Wild Love’. Un percorso artistico costruito passo dopo passo, che l’aveva resa una delle voci femminili più riconoscibili della musica dance degli anni Duemiladieci.

Fonti

Tag:Lauren Bennett

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version