Tiziana Aristarco è morta il 5 luglio 2026 all’età di 66 anni. Storica regista Rai, firma di fiction amatissime come Un Medico in Famiglia e Mina Settembre, era anche figlia del celebre critico cinematografico Guido Aristarco e moglie del regista Riccardo Donna. Ma dietro l’ondata di cordoglio per una carriera lunga oltre due decenni, resta un dettaglio che quasi nessuno sta raccontando: esiste un suo lavoro già girato, montato e pronto per andare in onda su Rai1, che il pubblico vedrà solo ora, dopo la sua scomparsa.
Chi era Tiziana Aristarco prima di diventare la regista di Un Medico in Famiglia
Prima di firmare la macchina da presa delle fiction più amate della televisione italiana, Tiziana Aristarco aveva un cognome che a Cinecittà e nei corridoi Rai pesava già molto. Nata a Milano il 19 febbraio 1960, era figlia del critico cinematografico Guido Aristarco. Il padre, nato a Fossacesia il 7 ottobre 1918 e morto a Roma l’11 settembre 1996, non era un critico qualunque: è stato tra le figure più influenti della critica cinematografica marxista italiana, decano di quella corrente, influenzato dal pensiero di Antonio Gramsci e György Lukács. Nel 1952 fondò e diresse fino alla morte la rivista Cinema Nuovo, ed è stato il primo professore universitario di storia e critica del cinema in Italia, prima a Torino e poi a Roma. Crescere in quella casa significava respirare cinema fin da bambini, ma Tiziana ha scelto una strada diversa da quella della critica pura: è entrata in Rai come aiuto regista, muovendo i primi passi in un mondo fatto di troupe, montaggio e set televisivi. Ha partecipato alla stesura del soggetto del film La ragazza di via Millelire nel 1980, ha lavorato a La Domenica degli italiani tra il 1977 e il 1990, a Dentro la giustizia nel 1991, a Il tempo delle scelte con Romano Prodi nel 1992 e a Sottovoce di Gigi Marzullo nel 1994. Sono gli anni della gavetta, quelli in cui impara il mestiere lavorando fianco a fianco con la Rai istituzionale e con il giornalismo di approfondimento, prima ancora di avvicinarsi al racconto di fiction che la renderà celebre presso il grande pubblico.
Dove eravamo rimasti: l’ultimo capitolo noto della sua carriera
Per chi ha seguito la sua carriera negli ultimi anni, l’ultimo nome associato a Tiziana Aristarco era quello di Mina Settembre, la serie Rai1 con Serena Rossi ambientata a Napoli e tratta dai racconti di Maurizio de Giovanni, di cui ha firmato la regia della terza stagione. Ma il 2024 era stato per lei un anno particolarmente intenso, con due titoli diversi arrivati in prima serata a distanza di poche settimane: il film tv storico sulle foibe La Rosa dell’Istria, debuttato il 5 febbraio 2024 in prima serata su Rai1 e su RaiPlay, e il drammatico La luce nella masseria, ambientato in Basilicata nei primi anni Sessanta, diretto insieme al marito Riccardo Donna e incentrato sulla famiglia Rondinone, proprietaria di una masseria vicino a Matera. Due registri narrativi opposti, il dramma storico e quello familiare rurale, che testimoniano una versatilità raramente raccontata quando si parla di lei solo come la regista del Dottor Lele.
L’ultima regia pronta per Rai1: cosa succede ora a Una famiglia imperfetta
È qui che si nasconde la notizia meno raccontata di queste ore. Tiziana Aristarco lascia infatti un lavoro già concluso, girato tra Roma e Napoli, che il pubblico non ha ancora potuto vedere: la miniserie Rai1 Una famiglia imperfetta, con Serena Autieri, Fortunato Cerlino e Alessandro Tedeschi. La fiction, composta da quattro puntate, è prevista su Rai1 nel corso del 2026 e racconta la storia della famiglia Colombo, che dalla vita agiata di Milano si ritrova a ricominciare da zero a Napoli. La trama segue Anna e Angelo Colombo che, dopo vent’anni insieme e due figli, finalmente si sposano, salvo poi ritrovarsi il giorno dopo il matrimonio con un ufficiale giudiziario alla porta, conti pignorati e sfratto esecutivo per una truffa subita dal loro commercialista. Le riprese sono avvenute tra Roma e Napoli, città scelte non a caso per raccontare il doppio registro della storia, e la produzione porta la firma di Rai Fiction. C’è anche un retroscena curioso sul titolo: inizialmente il progetto si chiamava A casa di papà, poi cambiato nella versione definitiva. Non pochi addetti ai lavori hanno accostato la serie a Mina Settembre, non solo per la firma di Tiziana Aristarco ma anche per l’ambientazione familiare e napoletana. Questo significa una cosa precisa: il pubblico rivedrà la sua regia non in una celebrazione del passato, ma in un contesto di lutto. Sarà l’ultima opera della sua carriera a raggiungere lo schermo, un’uscita postuma decisa dai palinsesti Rai già prima della sua scomparsa.
Quanto pesa la carriera di Tiziana Aristarco in numeri
Ridurre Tiziana Aristarco a una sola fiction sarebbe un errore: la sua filmografia da regista copre quasi tre decenni di televisione italiana. Ha partecipato alla prima stagione di Un Medico in Famiglia nel 1998 come aiuto regista e regista della seconda unità, per poi dirigere 18 episodi nella seconda stagione, andata in onda nel 2000. Successivamente ha diretto 14 puntate di Compagni di scuola nel 2001 e la seconda stagione di Casa famiglia 2 nel 2003, oltre alla serie Raccontami tra il 2006 e il 2008 e a 8 episodi della sesta stagione di Un Medico in Famiglia nel 2009. Nel 2012 e nel 2013 è stata la regista della quarta e quinta stagione di Provaci ancora prof, nel 2015 ha diretto la terza stagione di Fuoriclasse, e nel 2021 è diventata la regista della terza stagione di Mina Settembre, proseguita fino al 2025. Una carriera fatta di episodi più che di titoli isolati: decine e decine di puntate per alcune tra le serie più seguite della televisione generalista italiana, capaci di tenere compagnia a milioni di spettatori per anni.
Il messaggio di Serena Rossi e il cordoglio del mondo della fiction
La notizia della scomparsa ha spinto molti colleghi a rendere omaggio pubblicamente, ma è stato il messaggio di Serena Rossi, protagonista di Mina Settembre, a colpire di più per il tono personale. L’attrice ha affidato a Instagram il suo saluto alla regista, pubblicando uno scatto in cui entrambe sorridono durante le riprese della serie e scrivendo parole di grande commozione, in cui la definisce guida e porto sicuro per il lavoro fatto insieme sul set napoletano. Parole che raccontano un rapporto professionale andato oltre il set, cresciuto in anni di lavorazione fianco a fianco su una delle serie più amate della fiction Rai contemporanea.
Una famiglia di cinema: dal padre Guido al marito Riccardo Donna, fino ai figli
Quello che rende la vicenda di Tiziana Aristarco particolare nel panorama dello spettacolo italiano è la sua collocazione al centro di una vera dinastia familiare legata al cinema e alla tv. Era sposata da 28 anni con il regista Riccardo Donna, nato a Torino il 12 settembre 1954, che prima di intraprendere l’attività di regista ha svolto per qualche tempo quella di cantautore, ottenendo un contratto discografico e pubblicando negli anni Ottanta due 45 giri e un album, prima di dedicarsi alla regia di fiction Rai di successo come Cuori e Nebbie e delitti. La coppia ha due figli, Mattia, cantautore e autore di colonne sonore, e Greta. Con la sua scomparsa, dunque, si tocca contemporaneamente una storia che attraversa tre generazioni della stessa famiglia dello spettacolo italiano: il critico Guido Aristarco, teorico e fondatore di una delle riviste di cinema più influenti del Novecento italiano; la figlia Tiziana, che ha portato quel bagaglio culturale dentro la fiction popolare Rai; e infine il marito Riccardo Donna e i figli Mattia e Greta, che proseguono oggi quel filo che lega critica, regia e musica per lo schermo.
