Nicole Kidman lascia Hollywood per un nuovo lavoro: cosa farà d'ora in poi lascia tutti senza parole

Nicole Kidman e la scelta di diventare doula della morte: cosa significa e perché ha commosso il mondo

Nicole Kidman ha sorpreso tutti con un annuncio che nulla ha a che fare con Hollywood. L'attrice australiana, 58 anni, premio Oscar e tra le interpreti più celebrate della sua generazione — da Moulin Rouge a The Undoing, passando per titoli indimenticabili come Malice e Ore 10: calma piatta — ha rivelato durante un panel all'Università di San Francisco di voler diventare una doula della morte, una figura professionale dedicata ad accompagnare i malati terminali nei loro ultimi giorni di vita.

Il dolore per la madre Janelle alla base di tutto

La decisione di Nicole Kidman affonda le radici in un lutto devastante: la scomparsa della madre, Janelle Ann Kidman, avvenuta nel settembre 2024. L'attrice si trovava alla Mostra del Cinema di Venezia, dove avrebbe ricevuto la Coppa Volpi per il film Babygirl, quando ha appreso la notizia. Lasciò l'evento prima della premiazione per raggiungere la sua famiglia. Chi era presente in quei giorni al Lido racconta di un'attrice che, nonostante il momento terribile, si era mostrata gentile e disponibile con tutti, interagendo con il pubblico e suscitando grande commozione tra i presenti.

Le parole di Kidman sono state toccanti e dirette: la madre si sentiva sola negli ultimi momenti, e la famiglia — tra figli, carriere e impegni quotidiani — poteva offrire supporto solo fino a un certo punto. Il padre dell'attrice, Antony Kidman, era già venuto a mancare nel 2014, rendendo tutto ancora più difficile.

Cos'è esattamente una doula della morte

La death doula non va confusa con la doula tradizionale, che assiste le donne durante il parto. Si tratta di una figura che opera nel fine vita, offrendo un tipo di accompagnamento che il sistema sanitario spesso non riesce a garantire. Ecco cosa fa concretamente:

  • Offre supporto emotivo, spirituale e pratico alla persona morente e alla sua famiglia
  • Aiuta a pianificare gli ultimi giorni secondo i desideri del paziente, creando un ambiente confortevole e rispettoso della sua dignità

Non è un medico, non somministra farmaci. È stata definita una sorta di "ostetrica dell'anima", una presenza calma e costante il cui unico obiettivo è alleviare la solitudine che troppo spesso accompagna la fine della vita.

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Una professione in crescita anche in Italia

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito la doula della morte è una professione già consolidata e riconosciuta. In Italia il percorso è più recente, ma stanno nascendo i primi corsi di alta formazione dedicati a questa figura. La richiesta cresce, segno che il tema del fine vita dignitoso è sempre più sentito.

Nicole Kidman ha chiarito di non voler abbandonare la recitazione. Non si tratta di un cambio di carriera, ma di una missione personale nata da un'esperienza di dolore trasformata in desiderio di aiutare gli altri. D'altra parte, l'attrice è impegnatissima anche sul fronte professionale: è protagonista della serie Scarpetta su Amazon Prime, tratta dai celebri romanzi di Patricia Cornwell, per la quale è già stata confermata una seconda stagione — segno di una carriera che non accenna a rallentare, semmai ad arricchirsi di una dimensione umana più profonda. Una carriera costellata di ruoli memorabili, tra cui quello di protagonista nel kolossal romantico Australia e la sua glaciale interpretazione nel film più disturbante di Yorgos Lanthimos.

Un gesto che ridefinisce il rapporto con la morte

Quello che colpisce dell'annuncio di Kidman è la semplicità disarmante della motivazione: vorrebbe che esistessero più persone disposte semplicemente a sedersi accanto a chi sta morendo. Nessuna agenda, nessun protagonismo. Solo presenza umana.

  • Nel marzo 2025 l'attrice ha omaggiato la madre su Instagram in occasione di quello che sarebbe stato il suo 85° compleanno
  • Ha descritto la perdita come una "collisione tra vita e arte" che le ha spezzato il cuore

Tra il pubblico prevale un sentimento di affetto e rispetto per questa scelta, che contrasta con il clamore tipico del mondo dello spettacolo. Kidman resta un'attrice amata non solo per il talento dimostrato in decenni di carriera, ma anche per la capacità di trasformare il dolore privato in un impegno concreto verso gli altri. In un'epoca in cui la morte resta un tabù, la scelta di una star globale come Nicole Kidman di parlarne apertamente e di formarsi per accompagnare chi soffre rappresenta un messaggio potente. Nessuno dovrebbe affrontare gli ultimi istanti in solitudine, e forse serviva proprio una voce così nota per ricordarcelo.

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