Euphoria torna finalmente sugli schermi dopo un'attesa che è sembrata interminabile. Da oggi, lunedì 13 aprile, la terza stagione della serie creata da Sam Levinson debutta su Sky e in streaming su NOW, con un appuntamento settimanale ogni lunedì. Oltre quattro anni sono trascorsi dal finale della seconda stagione, un lasso di tempo che ha trasformato non solo i personaggi ma anche il panorama televisivo stesso. Il drama HBO che ha consacrato Zendaya come una delle attrici più importanti della sua generazione riparte con un coraggioso salto temporale, ritrovando i protagonisti come giovani adulti. Prima di immergerci nei nuovi episodi, ripercorriamo dove eravamo rimasti con ciascuno di loro.
Rue Bennett: tra dipendenza e barlumi di consapevolezza
Il cuore pulsante di Euphoria è sempre stato Rue, interpretata magistralmente da Zendaya. Sopravvissuta a un'overdose, incapace di mantenere la sobrietà, l'avevamo vista costruire un legame intenso e tormentato con Jules (Hunter Schafer), una ragazza transgender trasferitasi a East Highland. Quel rapporto sembrava poterla salvare, ma la dipendenza ha continuato a dominarla, spingendola a mentire e a isolarsi sempre di più. Nemmeno gli sforzi del suo sponsor dei Narcotici Anonimi, Ali (Colman Domingo), erano bastati a impedire la spirale discendente. L'incontro con Laurie (Martha Kelly), una spacciatrice pericolosa, aveva aggravato tutto: Rue si era ritrovata in possesso di una valigia piena di droga destinata alla rivendita, finendo per consumarne gran parte e accumulando un debito enorme e minaccioso. I disperati tentativi della famiglia e di Jules di metterla alle strette avevano però acceso in lei un primo, fragile barlume di consapevolezza.

Nate, Cassie e Maddy: il triangolo tossico
Nate Jacobs (Jacob Elordi), il quarterback dalla rabbia incontrollabile e dalle insicurezze profondissime, era uscito dalla relazione tossica e violenta con Maddy (Alexa Demie) per avvicinarsi all'amica di lei, Cassie (Sydney Sweeney), sviluppando nei suoi confronti un'ossessione manipolatoria. Il rapporto con il padre Cal (il compianto Eric Dane) e i suoi oscuri segreti avevano segnato Nate fin dall'infanzia. Nel finale della seconda stagione, Nate aveva compiuto un gesto clamoroso: denunciare Cal alla polizia, consegnando inoltre a Jules il filmato compromettente che la ritraeva con suo padre. Un atto di vendetta, ma anche un disperato tentativo di liberarsi dal controllo paterno. Cassie, nel frattempo, era sprofondafa in una spirale emotiva devastante. I suoi crolli, la paranoia costante per la paura che Maddy scoprisse la relazione segreta con l'ex, il confronto violento e umiliante durante la recita scolastica: tutto aveva mostrato quanto, pur di sentirsi amata, avesse perso completamente se stessa. Elordi, nel frattempo, si è cimentato con ruoli sempre più inquietanti e trasformativi, confermando la sua versatilità ben oltre il personaggio di Nate.
Lexi e Fezco: luce e oscurità
Lexi Howard (Maude Apatow), la sorella minore di Cassie, era sembrata fin da subito l'unica del gruppo con i piedi per terra. Migliore amica d'infanzia di Rue, timida e osservatrice, aveva trovato il coraggio di uscire dall'ombra grazie al legame con Fezco (Angus Cloud), lo spacciatore dal cuore gentile. Il suo spettacolo teatrale scolastico, una rappresentazione diretta e a tratti crudele della vita sua e dei suoi amici, aveva segnato un momento di svolta memorabile. Ma proprio mentre Lexi brillava sul palco, Fez precipitava nell'oscurità: la polizia aveva fatto irruzione in casa sua durante un raid antidroga, e nella sparatoria che ne era seguita il suo "fratellino" Ashtray aveva perso la vita. Fez era stato arrestato.

La stagione 3 tra dolore reale e nuovi orizzonti narrativi
Il personaggio di Fezco non tornerà nella terza stagione nella forma che conoscevamo, in seguito alla tragica scomparsa di Angus Cloud nel luglio del 2023, a causa di un'overdose accidentale. Levinson, toccato profondamente da questa perdita, ha deciso di mantenere vivo il personaggio attraverso un arco narrativo definito "fantastico", che si svela progressivamente nel corso degli episodi. "Penso che ne sarebbe molto orgoglioso", ha dichiarato il creatore della serie. Questa stagione è dedicata a Cloud, a Eric Dane, scomparso a febbraio per le complicazioni della sclerosi laterale amiotrofica, e al produttore esecutivo Kevin Turen.
La tragedia reale ha influenzato anche la direzione artistica della nuova stagione. Levinson ha raccontato di essersi chiesto "cosa conta davvero nella vita?", approdando al desiderio di affrontare il tema della fede e della credenza in qualcosa di più grande di noi stessi. Un cambio di prospettiva significativo per una serie che ha sempre raccontato senza filtri le fragilità e le contraddizioni della giovinezza. I protagonisti di Euphoria non sono più liceali: sono giovani adulti chiamati a fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni. E se l'errore peggiore che si possa commettere da giovani è credersi immortali, questa terza stagione sembra pronta a esplorare cosa accade quando quell'illusione si infrange definitivamente.
Le prime reazioni al debutto non sono però unanimi. Se la bravura di Zendaya — che presto rivedremo anche al fianco di Robert Pattinson nel nuovo film The Drama, di cui è appena uscito il primo poster — continua a essere riconosciuta come il pilastro portante della serie, tra il pubblico prevale una certa delusione: non mancano le critiche di chi ritiene che la qualità sia in calo rispetto alla prima stagione, considerata da molti il vero gioiello della serie. L'esordio di questa terza stagione sembra aver diviso gli spettatori soprattutto per la presenza di sequenze particolarmente cupe e sessualizzate, giudicate da alcuni eccessive e non necessarie alla narrazione. Altri, tuttavia, ricordano come il linguaggio provocatorio e disturbante sia sempre stato parte integrante del DNA di Euphoria, e che in fondo la serie non ha mai promesso di risparmiare il proprio pubblico. I primi minuti dell'episodio inaugurale, secondo diverse testimonianze, risultano viscerali al punto da generare un vero e proprio senso di disagio — un segnale che Levinson non ha intenzione di ammorbidire i toni, nonostante il salto temporale e la maturazione dei personaggi. Appuntamento ogni lunedì su Sky e in streaming su NOW.




