Sal Da Vinci e l'Eurovision Song Contest: la Rai prova a lanciare il cantante in tutti i modi, ma basterà davvero?
Vedere spuntare Per sempre sì di Sal Da Vinci accanto ai capolavori senza tempo della musica italiana è quanto di più surreale si possa immaginare. Il brano vincitore di Sanremo 2026 è ormai onnipresente: dal ritorno di Canzonissima, condotto da Milly Carlucci, fino a incursioni quotidiane ad Affari Tuoi, Rai sembra volerlo trasformare in un'icona nazionale pronta per l'Eurovision. La domanda però resta: può davvero competere con leggende come Anima fragile, Se io fossi un angelo o Quello che le donne non dicono, brani che hanno fatto la storia?
Dietro questo assalto mediatico c'è una strategia chiara. L'Eurovision Song Contest 2026 si terrà a Vienna dal 12 al 16 maggio e l'Italia, tra le Big Five, accederà direttamente alla finale. La Rai vuole quindi costruire un'immagine di vincitore annunciato, legittimando il brano agli occhi del pubblico nazionale. La presenza di Per sempre sì a Canzonissima e altri show non serve tanto al televoto (non ammesso dall'Italia) quanto a rendere la canzone familiare e popolare. Ogni mossa contribuisce a consolidare questo effetto. Perfino lo staging della performance europea è già definito: Marcello Sacchetta, coreografo del videoclip celebrativo, guiderà la scenografia a Vienna.
La Rai spinge Sal Da Vinci: ma tutto questo può bastare?
Per sempre sì non può essere ridotta solamente a marketing però: i numeri confermano il suo appeal. Si tratta del brano più ascoltato di Sanremo 2026 su Spotify e domina le classifiche streaming dei partecipanti all'Eurovision. Sui social è esploso come fenomeno virale, con cover e reel che arrivano dal Giappone e dagli Stati Uniti. Quando però si confrontano i dati con le quote dei bookmaker, la realtà europea si fa più dura. Attualmente la Finlandia domina con quasi il 28% di probabilità di vittoria. Seguono Francia, Danimarca, Grecia e Australia. L'Italia è ottava, dietro anche a Svezia e Israele.

Il problema non è l'esecuzione o la popolarità: è il gusto europeo. La manifestazione premia da anni spettacolo, originalità e impatto visivo. Le ballate romantiche, per quanto perfette, faticano a emergere in un contesto dominato da performance spettacolari e provocatorie. Rai può promuovere Sal Da Vinci quanto vuole sul territorio nazionale, ma la vera sfida sarà convincere l'Europa, dove nessuna programmazione domestica può influire. Per sempre sì resta un simbolo del talento italiano, ma il cammino verso la vittoria europea appare più complicato di quanto la strategia televisiva lasci intendere.
