Quanto si spende da Carlo Cracco al Vinitaly 2026: i prezzi, i menù completi e tutte le sorprese sulla scelta dello chef stellato che fanno discutere.
Carlo cracco torna protagonista al Vinitaly 2026 di Verona, uno degli eventi più importanti dedicati al vino e alla gastronomia italiana. Il nome dello chef vicentino, già simbolo dell'alta cucina grazie al ristorante Cracco in Galleria a Milano, attira subito l'attenzione. E questa volta con un progetto che unisce tradizione, territorio e una proposta pensata per il grande pubblico della fiera. All'interno del padiglione Emilia-Romagna a Veronafiere, Cracco firma due esperienze molto diverse tra loro, ma complementari: il ristorante Cracco a Vinitaly e la Piadineria VistaMare. Due format che raccontano due anime della cucina italiana, una più raffinata e una più immediata.
Dopo l'edizione 2025 guidata da Massimo Bottura, il testimone passa a Carlo Cracco. Lo chef porta a Verona una visione precisa: valorizzare la cucina emiliano-romagnola con piatti iconici, ma reinterpretati con il suo stile. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Cracco ha spiegato la scelta di puntare su ricette riconoscibili, arricchite da dettagli personali. Le tagliatelle al ragù, ad esempio, nascondono un ingrediente segreto che lo chef non ha voluto svelare. Una scelta che incuriosisce e crea aspettativa tra gli appassionati. Il progetto si collega anche alla sua attività imprenditoriale. Cracco sta sviluppando un agriturismo a Santarcangelo di Romagna, vicino all'azienda agricola avviata con la moglie. Questo legame diretto con il territorio si riflette nei menù proposti al Vinitaly.
I menù di Cracco al Vinitaly: quanto costano
Il cuore dell'esperienza è il ristorante Cracco a Vinitaly, che propone due menù completi da 85 euro a persona. Ogni menù include tre portate e punta su ingredienti Dop e Igp, elementi centrali della cucina regionale. Il primo menù comprende: uovo soffice con acqua di Parmigiano Reggiano Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp e radicchio, tagliatelle al ragù rivisitate da Cracco e zuppa inglese. Il secondo menù, sempre a 85 euro prevede: cappelletti di ricotta e spinaci con Formaggio di Fossa di Sogliano Dop e Prosciutto di Parma Dop, Milanese di Vitellone Bianco dell'Appennino centrale Igp con misticanza e Panciliegia Vistamare e mascarpone al Vermut. Il servizio è dinamico: 70 coperti e più turni durante il pranzo. L'obiettivo è offrire un'esperienza completa senza rallentar il ritmo della giornata fieristica. Insieme al ristorante, Cracco introduce una proposta più accessibile e veloce: la Piadineria VistaMare. Qui lo chef si concentra sulla piadina romagnola Igp e sui cassoni, reinterpretati con ingredienti selezionati.

Tra le combinazioni proposte spiccano: la piadina con Prosciutto Crudo di Parma Dop, Squacquerone e fichi caramellati, piadina con radicchio tardivo, Formaggio di Fossa, pesto di noci e Culatello di Zibello Dop, piadina con Scuacquerone affumicato, albicocca candita e asparagi verdi di Altedo Igp. Non mancano i classici cassoni romagnoli, dal ripieno di Parmigiano Reggiano Dop con limone e noce moscata fino alla versione più tradizionale con pomodoro e mozzarella. Questa formula intercetta chi cerca un pasto più rapido senza rinunciare alla qualità e alla firma di uno chef stellato.
Perché i prezzi di Cracco al Vinitaly stanno facendo discutere
Il costo di 85 euro per un menù in fiera divide il pubblico. La cifra da molti viene considerata elevata per un contesto business come il Vinitaly. Dall'altra, molti sottolineano la qualità delle materie prime, la firma di Carlo Cracco e l'esperienza gastronomica completa. Il punto centrale resta uno: Cracco porta l'alta cucina dentro un evento commerciale, cercando un equilibrio tra accessibilità e prestigio. Un'esperienza costruita per raccontare il territorio emiliano-romagnolo attraverso ingredienti ingredienti certificati e piatti iconici. La piadineria rende il tutto più inclusivo: chi non può spendere 85 euro, può comunque vivere un assaggio dell'universo Cracco.
