Sal Da Vinci risponde a Aldo Cazzullo dopo le polemiche relative a Per me sì, la canzone vincitrice a Sanremo 2026.
Il gesto più potente spesso è quello che non ci aspettiamo. Non certo una risposta velenosa, niente detto o scritto con ironia sottile. Si tratta semplicemente di una frase che abbassa il volume del dibattito e ricorda a tutti perché esistono ancora le canzoni. Dopo giorni di polemiche seguiti alla vittoria di Per me sì a Sanremo 2026, il protagonista della tempesta mediatica, Sal Da vinci, ha fatto una cosa che raramente accade nell'ecosistema social contemporaneo: ha scelto di non alimentare il fuoco.
Tutto parte dalle parole del giornalista Aldo Cazzullo, che dalle Colonne del Corriere della Sera aveva definito il brano vincitore del Festival "la colonna sonora di un matrimonio della camorra", spingendosi a scrivere che "Per me sì è forse la più brutta canzone che abbia mai vinto il Festival". Parole lapidarie, che sui social sono destinate a diventare benzina.
Sal Da Vinci risponde a Cazzullo: "Pensiamo solo alla musica"
La benzina è infatti arrivata subito: tifoserie, indignazioni, difese identitarie e accuse di pregiudizi verso Napoli e il Sud. Il copione era già scritto: mancava solo l'ultimo atto, ovvero la replica del diretto interessato. Non è stato così. Alla festa organizzata a Napoli per celebrare il trionfo all'Ariston, Sal Da Vinci ha preso il microfono e ha fatto qualcosa che oggi suona quasi rivoluzionario: ha invitato tutti a fermarsi. "In questi giorni mi sono arrivate un sacco di provocazioni", ha detto con estrema calma. Già da qui si è capito bene il tono: niente rancore, nessuna forma di vittimismo. La frase è continuata, assumendo poi un'altra prospettiva: "Io ho semplicemente portato una canzone che parla d'amore. Se poi l'amore è una cosa violenta allora forse siamo nel mondo sbagliato". Una risposta semplice, ma disarmante. Da Vinci non attacca Cazzullo, non difende Napoli con toni muscolari e non cerca il consenso della folla. Sposta il discorso, che è una cosa molto più difficile.
Sal Da Vinci allo speciale di Domenica in su Sanremo
La discussione negli ultimi giorni ha fatto più rumore della canzone stessa. Non si parlava più di melodia, testo o interpretazione, ma di identità, di Nord e Sud e di gusti popolari contro élite culturali: quello che ciclicamente Sanremo diventa. Sal Da Vinci, presto in partenza per l'Eurovision Song Contest, in tutto questo decide di uscire dal ring: "Vi prego, non rispondete alle provocazioni che ci vengono fatte", ha detto rivolgendosi ai fan. "Pensiamo alla musica e a tutta la bella gente di questa terra, basta". Sipario. Tra commenti e polemiche infinite, la sua risposta non cavalca l'onda del consenso e non trasforma la critica in una battaglia. La spegne, ed è questo il vero colpo di scena dopo Sanremo: scoprire che mentre tutti urlano per avere l'ultima parola, qualcuno sceglie di non averla e riesce paradossalmente a dire la cosa più forte di tutte.