A testa alta, la nuova fiction Mediaset con Sabina Ferilli ha un unico difetto e non c'entrano trama e cast.
Sabrina Ferilli chiude con A testa alta la trilogia di fiction sulle denunce sociali dopo Svegliati amore mio e L'amore strappato. L'attrice interpreta Virginia Terzi, brillante preside che da un giorno all'altro si ritrova coinvolta in uno scandalo di revenge porn senza precedenti. Il video circola tra i suoi alunni, i colleghi e il figlio adolescente, Rocco. Si apre una spirale fatta di segreti, sguardi sospetti e il dito puntato su chiunque, anche i personaggi più insospettabili: chi è stato a realizzare e diffondere il video? Il revenge porn colpisce non solo Virginia, ma anche una giovane allieva del liceo dove la preside lavora: le conseguenze in questo caso, potrebbero essere drammaticamente fatali.
Un tema delicato, che più che mai merita di essere raccontato e condiviso, soprattutto per le nuove generazioni. I social hanno accolto benissimo questo nuovo titolo, molto atteso nella programmazione del 2026. Commenti entusiasti e convinti: si attende con impazienza la seconda puntata mercoledì prossimo. Ferilli riesce a dare il meglio di sé come attrice quando alza la voce, combatte e presta il suo talento a donne che non si arrendono, anche di fronte a drammi di questo genere. C'è però un neo da analizzare, che non riguarda strettamente la fiction in quella che è la sua realizzazione, ma come al solito, gli occhi sono puntati sulla programmazione Mediaset.
A testa alta: Mediaset prende una cantonata con la programmazione?
La pubblicità per A testa alta è stata massiccia: interviste nei vari Tg e programmi collaterali, spot e promozione sui social. Mediaset tiene tanto a questo prodotto e per questo, ha insistito anche nei giorni natalizi. Peccato che, uno dei nei che potrebbe penalizzare l'ottima riuscita di questo titolo, è proprio il periodo di messa in onda. Non sappiamo ancora i dati Auditel con precisione: probabilmente A testa alta avrà anche registrato un buon esito, ma perché iniziare l'anno con un prodotto inedito e così forte? Canale 5 avrebbe potuto 'conservarlo' per giocarselo più in là, magari a metà o a fine gennaio. La gente quando si tratta di calendari televisivi, un po' come la routine di tutti i giorni, è estremamente pigra.

Solamente ieri sono ricominciati i programmi del day-time dopo oltre due settimane di stop: serve tempo prima di riallacciarsi alle abitudini, in questo caso televisive che ci accompagnano durante i giorni feriali. Presto e inutile fasciarsi la testa in anticipo: occorre aspettare gli ascolti e le prossime puntate, più l'esito su piattaforma per capire bene come sia andata la fiction. Resta il fatto che Mediaset può vantarsi di aver confezionato un buon prodotto, qualcosa che parla di un tema necessario, doloroso e che è stato mostrato con delicatezza, ma la forza necessaria. Le premesse, visti i numerosi commenti positivi sui social, sembra siano ottime: capiremo se la programmazione è stata giusta, oppure, un danno irreparabile.
