Prima di Hannibal Lecter, c'era lui: perché la nuova serie Netflix manderà in tilt la piattaforma

Monsters: da Dahmer a Ed Gein, l’epopea Netflix che sta già facendo discutere.

La serie antologica Monsters, ideata da Ryan Murphy e Ian Brennan per Netflix, è diventata in pochissimo tempo un fenomeno globale. Ogni stagione affronta una storia di cronaca nera americana, scavando nelle pieghe più oscure della società e nella psicologia dei protagonisti. Il progetto ha fatto parlare di sé fin dall’esordio, e oggi, con l’annuncio della terza stagione dedicata a Ed Gein, l’hype ha raggiunto un nuovo livello. La prima stagione, Dahmer – Monster: The Jeffrey Dahmer Story, ha messo in scena con crudezza la vita e i crimini del serial killer che tra gli anni ’70 e ’90 sconvolse gli Stati Uniti. Non si trattava soltanto di raccontare gli omicidi, ma di mostrare come l’indifferenza istituzionale avesse permesso a Dahmer di continuare indisturbato. Il risultato? Oltre un miliardo di ore di visualizzazioni nei primi mesi, premi e critiche, dibattiti su vittime, responsabilità e rappresentazione del male.

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Dahmer da Monsters su Netflix

Un prodotto che ha diviso, ma che ha definito il nuovo corso della serialità crime. Con Monsters: The Lyle and Erik Menendez Story la serie ha cambiato prospettiva. Non più un serial killer, ma un delitto familiare capace di scuotere Hollywood alla fine degli anni ’80. I fratelli Lyle ed Erik Menendez confessarono l’omicidio dei genitori, dichiarando di aver agito dopo anni di abusi. La stagione ha giocato con il punto di vista, mostrando versioni diverse degli stessi eventi e lasciando allo spettatore il compito di farsi un’opinione. Una scelta coraggiosa che ha alimentato polemiche, ma anche candidature a Emmy e Golden Globe, consolidando l’identità della saga come racconto “scomodo” ma necessario.

Ed Gein: l’attesa per il terzo capitolo di Monster su Netflix

E adesso tocca a Ed Gein, il cosiddetto “macellaio di Plainfield”. Non un nome qualsiasi, ma l’uomo che ha ispirato tre pilastri dell’horror: Psycho, Non aprite quella porta e Il silenzio degli innocenti. La terza stagione, in arrivo il 3 ottobre 2025, porterà sullo schermo una delle storie più disturbanti della cronaca nera americana. Profanazioni di tombe, ossessioni morbose, oggetti ricavati da resti umani: Gein non è solo un criminale, ma un archetipo che ha trasformato la paura in immaginario collettivo. Netflix ha diffuso il primo poster e le immagini promozionali, e il pubblico è già in fermento. A vestire i panni di Ed Gein sarà Charlie Hunnam, attore inglese con un fisico imponente e uno sguardo capace di restituire il lato fragile e mostruoso del personaggio.

 

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Accanto a lui Laurie Metcalf, nel ruolo della madre, presenza ingombrante e ossessiva che alimentò la follia del figlio. Tra le sorprese del cast spiccano Tom Hollander nei panni di Alfred Hitchcock e Olivia Williams in quelli di Alma Reville, moglie e collaboratrice del regista. Una scelta che lascia intendere quanto la stagione giocherà anche sul rapporto tra realtà e cinema, tra cronaca e mito.  Ogni stagione di Monsters non si limita a raccontare il male, ma esplora come la società reagisce, spesso fallendo. Con Dahmer era la negligenza della polizia, con i Menendez le contraddizioni di un sistema giudiziario e mediatico. Con Gein sarà l’America rurale del dopoguerra, intrisa di repressione, religione e isolamento.

Non sorprende quindi che già dai primi materiali promozionali si parli della serie come la più controversa del 2025. Monsters è diventata un punto di riferimento, capace di riaprire vecchie ferite e di spingersi sempre un passo oltre. La piattaforma continua a investire su un genere che cattura milioni di spettatori. Ma la formula di Murphy e Brennan funziona perché unisce ricostruzione storica, riflessione sociale e una regia dal forte impatto visivo. Monsters non è un documentario, ma nemmeno semplice intrattenimento: è un’operazione culturale che mostra quanto il confine tra realtà e finzione sia labile. Il 3 ottobre non sarà soltanto la data di uscita di una nuova stagione, ma l’inizio di un dibattito che, come già accaduto in passato, si annuncia infinito.

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