Il dolce dei pastori batte i piatti di lusso: i vip in vacanza non possono farne a meno

Le seadas: il dolce “povero” che conquista i vip in vacanza in Sardegna.

Quest’estate la Sardegna non è stata soltanto il paradiso di spiagge da cartolina e mare turchese. A catturare l’attenzione dei vip, da Belén Rodriguez a Csaba dalla Zorza, fino a Benedetta Parodi, è stato un dolce semplice e antico: le seadas. Un tempo considerate un piatto “povero” dei pastori, oggi sono diventate il simbolo della tradizione sarda e la scelta più fotografata sulle tavole delle vacanze. Le seadas nascono nelle zone interne della Sardegna, come Barbagia e Ogliastra, dove i pastori avevano bisogno di un piatto sostanzioso e veloce da preparare. All’inizio non erano nemmeno dolci: venivano servite senza miele, solo con il formaggio pecorino fresco racchiuso nella pasta fritta.

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Seadas in Sardegna: la prime tappa di Csaba Dalla Zorza

Con il tempo, l’aggiunta del miele le ha trasformate in un dessert da festa, perfetto per le occasioni speciali. Oggi sono diventate un fenomeno social: non c’è estate in Sardegna senza una foto di seadas fumanti, ricoperte di miele di corbezzolo o castagno, pronte a far venire l’acquolina in bocca. La loro forza sta nel contrasto irresistibile tra la croccantezza dorata della sfoglia e il cuore filante e leggermente acidulo del pecorino.

Perché le seadas piacciono così tanto?

I vip in vacanza hanno scelto di raccontare la Sardegna non solo attraverso le spiagge, ma anche attraverso la cucina autentica. Le seadas racchiudono l’anima dell’isola: semplicità, genuinità e sapori decisi. Belén le ha condivise in una cena familiare, Csaba dalla Zorza le ha definite “un classico intramontabile” e Benedetta Parodi le ha inserite tra i suoi consigli gastronomici per chi vuole assaporare la Sardegna vera. Tutti concordano: questo dolce “povero” rappresenta il lusso della tradizione. Come prepararle a casa? Replicare le seadas in cucina non è complicato. Bastano pochi ingredienti, tutti legati alla terra sarda:

Semola di grano duro
Strutto (in alternativa burro)
Formaggio pecorino fresco leggermente acidificato
Scorza di limone grattugiata
Miele di corbezzolo o castagno
Olio extravergine d’oliva per friggere

L’impasto si prepara con semola e strutto, poi si stendono due sfoglie sottili. Il ripieno è un disco di pecorino fresco, profumato al limone. Il formaggio viene chiuso tra due dischi di pasta e fritto in olio caldo fino a doratura. Servite calde, le seadas vanno immerse in un filo abbondante di miele. Il risultato è un’esplosione di contrasti: dolce e salato, morbido e croccante, antico e moderno. Un dolce che non ha bisogno di rivisitazioni gourmet perché già perfetto nella sua essenza. In un’epoca in cui la cucina si riempie di piatti elaborati e impiattamenti scenografici, le seadas ricordano che la vera ricchezza sta nella tradizione. Non sorprende che i vip abbiano scelto proprio questo dolce: racconta una Sardegna autentica, lontana dagli stereotipi, e porta in tavola un pezzo di storia popolare trasformato in icona.

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