Solo cinque giorni: tanto dura l'occasione per recuperare su RaiPlay uno dei noir più inquieti e visionari di sempre, L'infernale Quinlan, titolo originale Touch of Evil.
Un film del 1958, diretto, scritto e interpretato da Orson Welles, ispirato liberamente dal bestseller Badge of Evil di Whit Masterson. La storia di un uomo corrotto che cerca di dominare il confine tra Messico e Stati Uniti. In scena, una galleria di leggende: Charlton Heston, Janet Leigh, Marlene Dietrich, Joseph Cotten, Zsa Zsa Gabor, Mercedes McCambridge. Ognuno lascia il segno in un racconto sporco di fango e potere.
La trama inizia con un attentato dinamitardo. Una coppia innocente muore e il confine si trasforma in una trappola morale. Mike Vargas, onesto poliziotto messicano interpretato da Heston, cerca giustizia. Ma deve scontrarsi con Hank Quinlan, capitano della polizia americana, grasso e corrotto, che Welles interpreta con maschere e trucco grotteschi. Corruzione. Inganno. Redenzione. I tre pilastri di questa storia che brucia lenta, ma inesorabile.
Quinlan falsifica prove, minaccia testimoni, si allea con il boss mafioso Joe Grandi (interpretato da Akim Tamiroff). Vargas cerca di fermarlo, ma finisce coinvolto in un vortice di droga, ricatti e violenza che travolge anche sua moglie Susan (Janet Leigh). Alla fine, la verità emerge in una palude di sangue e tradimenti. Ma a quale prezzo?

RaiPlay, un capolavoro dimenticato e poi riscoperto
All'uscita nelle sale, L'infernale Quinlan fu un fallimento. La Universal Pictures lo rimontò senza il consenso di Welles, tagliando scene chiave e inserendo nuovi dialoghi. Il film sembrava perso. Solo decenni dopo, grazie a un restauro filologico guidato da Walter Murch nel 1998, il capolavoro è tornato nella versione voluta dal suo creatore. E la critica lo ha finalmente riconosciuto per quello che era: un'opera dirompente e moderna. Basta vedere il piano sequenza iniziale, uno dei più studiati nella storia del cinema. Tre minuti e venti secondi senza stacchi di montaggio: tensione pura, senza compromessi. Oppure le inquadrature grandangolari, le luci oblique e l'uso visionario del bianco e nero. Elementi che hanno ispirato registi come Martin Scorsese, Brian De Palma, Robert Altman.
Oggi, Touch of Evil è custodito nel National Film Registry degli Stati Uniti. È studiato nelle scuole di cinema e amato dai cinefili di tutto il mondo. Ma il suo cuore resta quello di una tragedia noir. Una storia di uomini che cadono, di fedeltà spezzate e di giustizia che arriva sempre troppo tardi. E in questo, Quinlan è un personaggio immortale. Corrotto, ma umano. Spietato, ma fragile. Come solo Welles sapeva immaginare. Non è solo un film: è un'esperienza. Un viaggio nelle zone grigie dell'anima.
RaiPlay lo propone per pochi giorni. Un'occasione rara. Da non perdere. Perché la vera domanda che pone L'infernale Quinlan è questa: fino a dove siamo disposti a sporcarci per ottenere ciò che vogliamo? La risposta è ancora lì. Nascosta tra i vicoli bui di una città di confine.
