Andrea Camilleri avrebbe compiuto 100 anni nel 2025, così, per celebrare il genio siciliano, la Rai ha scelto di riportare in tv il suo personaggio più amato: Il Commissario Montalbano. Un ritorno che sorprende. Nessuno si aspettava di rivedere Salvo Montalbano, interpretato da Luca Zingaretti, riaccendere il mistero e l'umanità che da sempre lo contraddistinguono. Non solo repliche, ma un viaggio dentro la memoria collettiva italiana. Una scelta editoriale che Rai 1 propone come omaggio a uno dei cult assoluti della fiction italiana.
Il centenario di Camilleri non poteva passare inosservato. La Sicilia immaginaria di Vigàta torna così protagonista sul piccolo schermo, riportando con sé sapori, dialetti e paesaggi che hanno conquistato anche il Regno Unito e oltre 65 Paesi nel mondo. Dal debutto letterario nel 1994 con "La forma dell'acqua" ai 37 episodi tv, il viaggio di Montalbano ha attraversato tre decenni di storia italiana, sempre con ascolti da record. Basti pensare che la serie ha superato i 10 milioni di telespettatori e il 40% di share, anche nelle repliche.
Accanto a Montalbano, ritroveremo Mimì Augello, Fazio, Catarella e Livia. Una squadra di volti e cuori che ha dato forma a un immaginario unico, mescolando ironia e malinconia, mistero e quotidianità.
La Rai non si limita alla fiction. Il 27 agosto uscirà anche "Amo le triglie di scoglio. Andrea Camilleri si racconta", il libro firmato da Vincenzo Mollica e Bruno Luverà. Un’opera che promette di svelare episodi inediti e poco conosciuti della vita dello scrittore. Tra memoria, letteratura e televisione, questo ritorno è molto più di una semplice replica. È un omaggio vivo, capace di parlare ancora oggi a chi cerca storie vere, umane, profonde. Ma qual è la data da segnare sul calendario? Non sarà oggi. Né domani. Il 9 settembre, dopo l'estate, sarà l'inizio di questa vecchia (ma sempre nuova) avventura.

Il fascino senza tempo di Montalbano
Cos’ha reso Montalbano un fenomeno mondiale? Non solo i gialli ben costruiti. Non solo il volto inconfondibile di Luca Zingaretti. È la lingua, unica nel panorama letterario italiano: una miscela di italiano e siciliano, ironica e affilata, che rende ogni dialogo indimenticabile. Ma è anche la Sicilia stessa, non solo sfondo ma personaggio vivo: le spiagge, le strade polverose, le trattorie, il mare che accarezza e inquieta. È il commissario: burbero ma umano, solitario ma profondamente legato alla sua gente. Sempre in lotta contro la burocrazia e l’ipocrisia.
La fiction Rai ha saputo raccogliere tutto questo e portarlo nelle case di milioni di italiani. La sigla iniziale, le pause silenziose, il ritmo narrativo lento ma avvolgente: dettagli che hanno reso "Il Commissario Montalbano" un cult capace di resistere al tempo. Ora, il ritorno in tv riporta alla ribalta una domanda: abbiamo davvero salutato per sempre il commissario? O c’è ancora spazio per nuove storie, nuovi casi, nuove emozioni?
La Rai per ora si limita a riproporre 15 appuntamenti. Ma la nostalgia del pubblico potrebbe spingere a pensare oltre. Come dimostrano i numeri: più di 30 milioni di copie vendute per i romanzi, tradotti in oltre 35 lingue. Un successo che ha fatto di Montalbano una delle icone italiane più riconosciute nel mondo, insieme a Pinocchio e Renzo e Lucia. E poi c’è quella frase, semplice e immortale: “Pronto, Montalbano sono!”. Bastano queste parole per riportare tutti, subito, a Vigàta. La Rai lo sa bene. Per questo, dal 9 settembre, sceglie di riaccendere il commissariato più amato d’Italia.
